SAVA. Gli operai della Igeco protestano nel Municipio per il mancato pagamento dello stipendio del mese scorso

Stamane alle 10.00 nella Casa comunale presenza corposa degli addetti alla raccolta differenziata. E’ diventato ormai un rituale

E ci risiamo. E non è la prima volta. Gli operatori della compagnia privata del servizio di raccolta differenziata porta a porta bussano al nostro Comune per il ritardo del pagamento dello scorso mese. Ma il nostro Ente pubblico non c’entra nulla. Affatto. Comprensibile il disagio di chi ha famiglia ed ha programmato le proprie spese mensili sullo stipendio della Igeco ma, francamente e questo lo abbiamo detto anche non molto tempo fa, il nostro Comune è in regola con i pagamenti al gestore privato.

Quindi, da qui che significa? E il nostro Comune cosa può fare? Nella prima domanda è lecito mettere mano alle cifre, o meglio ai soldi che il nostro Ente paga alla Igeco. Sono quasi tre milioni di euro all’anno e con un pagamento mensile di quasi 200mila euro viene lecito chiedersi: e i soldi per gli addetti dove stanno, visti i ritardi dello stipendio? E senza scordare che il soggetto privato è una Società per azioni, tra l’altro.

E pertanto dispone di un capitale sociale di ben consistente portata. E non si riesce a capire il perché di questi “ritardi” verso chi proprio porta avanti il lavoro dell’azienda giorno per giorno.

Capiamo perfettamente il disagio degli operatori ecologici per il mancato pagamento del mese di ottobre, ma credo che il nostro Comune deve protestare vivacemente con il soggetto privato in quanto, quest’ultimo, investe il nostro Ente di un problema che non è suo.

Affatto.

Giovanni Caforio 

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