TARANTO. Una serata, quella di sabato, all’insegna del mecenatismo al museo MarTA

Cultura, arte, musica, impresa e socialità. Il tutto gestito con lo sguardo attento all’investimento, tipico del privato, in un’ottica di “impresa culturale” con una marcata valenza sociale e formativa

Abbiamo chiesto a Federica Nigri di FENIgioielli organizzatrice dell’evento, che ha esposto i suoi segnatempo al Museo Nazionale Archeologico MarTA di Taranto, il perché di questa scelta.

“Innanzitutto Patek Philippe a Ginevra ha un bellissimo museo, di quattro piani proprio della famiglia Stern, che sono gli unici proprietari della manifattura Patek Philippe, che custodisce orologi di secoli fa, di tutte le marche. L’idea del MarTA non vuole essere un’idea commerciale, noi oggi non abbiamo venduto nulla, abbiamo mostrato dei capolavori in un ambiente che custodisce dei capolavori. C’è una frase dei signori Stern, che è molto cara: un Patek Philippe non si possiede mai veramente, lo si custodisce e tramanda,.. come i reperti e gli ori di Taranto  che abbiamo potuto ammirare oggi – è stata la sua risposta.

E a Ginevra è conservato il primo orologio da polso Patek Philippe che risale al 1868 e dal 1839  la società ha costituito un retaggio di cultura, arte, scienza, e innovazione creando un ponte tra passato e futuro.

L’esposizione di orologi Patek Philippe, di cui era presente il direttore generale Laura Gervasoni, ha dialogato con gli ori del MArTA e con altri reperti del primo piano del museo, immersa nel percorso espositivo del museo. Gli Ori di Taranto sono una collezione di gioielli tra cui anelli, orecchini, bracciali, corone, preziosi e bellissimi monili di epoca magnogreca. Si inseriscono nella categoria di quegli oggetti legati al lusso che fanno parte della storia di un popolo e, in questo caso, di una intera comunità, non solo come preziosa testimonianza storica, ma anche come sintesi della famosa lavorazione dell’oro di Taranto. Questa consisteva nella manualità e preziosità dei materiali, che hanno reso la collezione unica nel suo genere tanto da essere riconosciuta ed apprezzata in tutto il mondo, come lo è nel suo genere, la collezione Patek Philippe.

“Abbiamo creato questo evento, concedendo la sede di eccellenza e di prestigio del MarTA a questa maison di alta creazione artistica, per generare una sorta di fil rouge tra l’oreficeria magnogreca e l’innovazione dell’orologeria svizzera di tradizione. Il successo dell’evento è palese ed è molto importante perché i tarantini, maggioranza di questo pubblico, si sono riappropriati del loro museo. Quindi speriamo che questo sia uno dei tantissimi eventi di questo tipo, di prestigio, che noi riusciremo ad accogliere” ci ha riferito Eva Degl’Innocenti, la direttrice del museo.

Si è trattato di una serata tra amici e buon cibo, preparato dalla chef Valentina De Palma, circondati da opere d’arte di inestimabile bellezza che ha arricchito in modo unico i presenti, tra le note  magiche di un’arpa suonata magistralmente da Susanna Curci.

L’arpista ha deliziato i presenti andando dalla musica classica alla più recente musica leggera, dal  Canone di Pachelbel, con struttura complessa che rende il brano così emozionante, o dall’allegro della Toccata di Paradisi a brani più recenti come Moon River, My heart will go on, Bewitched e Love said goodbye, tutti molto godibili.

La chef di Gustodivino catering & eventi, ha studiato parecchio per tirare fuori alcuni piatti del menu  magnogreco, ispirandosi ai prodotti ed alle cotture di quei tempi, come con il Kandaulos, piatto di lusso dell’antica Grecia, brasato di podolica al primitivo con semi di anice su polenta di orzo, il polpo cotto aromatizzato alla menta con cipolla caramellata su purea di fave, la focaccia col miele e sesamo, la lasagnetta con vellutata di fumetto e guazzetto di cozze e vongole, la frisella gourmet con tartare di tonno, burrata e pesto, il tataki di pesce spada agli agrumi con pesto di pomodoro secco, l’insalata di muscari, fino ad arrivare al dolce, il Plakus, torta a base di pistacchi, noci e datteri e il Piramis, cialda con crema di ricotta, miele e croccante al sesamo.

La cura di ogni particolare, l’accoglienza affettuosa, la professionalità conclamata, la bellezza dei segnatempo e il fascino del museo hanno reso fantastica ed unica la serata.

Senza tralasciare la buona musica e cucina, si è trattato di un viaggio attraverso l’eccellenza dall’antica arte orafa della Magna Grecia all’alta orologeria svizzera, un percorso tra storia e modernità, due mondi che si incontrano e si completano in una sorta di tradizione e d’innovazione.

Vito Piepoli

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