Taranto. “VERTENZA CEMENTIR “

Taranto. “VERTENZA CEMENTIR “

Dichiarazione congiunta di Vito Lincesso (segretario generale Filca Cisl) e di Antonio Arcadio (segretario generale Fisascat Cisl)

“Non è stata affatto ripagata, ieri mattina, la generosità dei lavoratori diretti e dell’appalto Cementir i quali, provenienti da tutti gli stabilimenti italiani del Gruppo Caltagirone hanno presidiato il Ministero dello Sviluppo Economico, in coincidenza con l’incontro fissato per scongiurare annunciati 106 licenziamenti, 47 dei quali a Taranto cui vanno aggiunte ulteriori 11 unità della Pulisan, Azienda impegnata nei servizi di pulizia civile e industriale.

Una chiusura a riccio, contro cui nulla hanno potuto le sollecitazioni sindacali, né la mediazione del sottosegretario Teresa Bellanova nonostante le rassicurazioni offerte all’Azienda a nome del Governo, circa la disponibilità esistente di finanziamenti per gli ammortizzatori sociali.

Misure, queste ultime, che per quanto riguarda il territorio ionico, dichiarato area di crisi complessa, potrebbero avere la durata di un ulteriore anno a condizione, però, che entro il 27 novembre prossimo si giunga a sottoscrivere uno specifico accordo tra le parti e qualora i licenziamenti annunciati risultassero definitivi.

La Filca e la Fisascat confermano la propria preoccupazione e sollecitano il management della Cementir a prendere in considerazione senza ulteriori chiusure preconcette le proposte che il prossimo 23 novembre il Mise e il Ministero del Lavoro riproporranno nel corso di un incontro ristretto già programmato, che precederà l’altro del giorno dopo, di giovedì 24, presso il Ministero del Lavoro con la presenza anche delle Organizzazioni sindacali.

Qualora le rigidità della Cementir non consentissero l’intesa, è chiaro che dal 28 prossimo sarebbero inevitabili le lettere di licenziamento.

L’auspicio di Filca e di Fisascat, ovviamente, va in senso contrario, cioè che il Gruppo Caltagirone riscontri positivamente i termini della mediazione governativa, per rinfrancare le 47 famiglie dei dipendenti diretti presso lo stabilimento di Taranto e per rendere agevole l’opportunità che insieme con il Mise siano individuate ed autorizzate misure alternative  per gli 11 dipendenti Pulisan che, inquadrati contrattualmente nel settore pulizie civili ed industriali, non potrebbero godere di ammortizzatori sociali, così come gli altri lavoratori”.

                                      

viv@voce

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