TARANTO. “Uerra, pace e carestia”, del teatro di Ciccio Marinelli

Rappresentazione in scena al Teatro del Sorriso, presso l’Auditorium Sacro Cuore in Via Fratelli Mellone quasi all’angolo di Via Dante, domenica 20 novembre alle ore 19 e 30

Cresce sempre più la curiosità per la novità assoluta “Uerra, pace e carestia”, ovvero “Gli anni ‘40 a Tardè Nuestre”, del teatro di Ciccio Marinelli, che comunica che vi sono delle innovazioni apportate al testo. L’attrice  Maria Pappalardo al fine di aggiungere altri dettagli all’affresco teatrale degli anni ‘40, reciterà tre brevi monologhi in versi “U’ pane cu ‘a tessera”, “U’ strecaturo” e la “Porta aperta”, che andranno ad intervallare e ad arricchire i quattro quadri in prosa comica.

Si tratta della rappresentazione in scena al Teatro del Sorriso, presso l’Auditorium Sacro Cuore in via Fratelli Mellone quasi all’angolo di via Dante, domenica 20 novembre alle ore 19 e 30.

“Uerra,pace e carestia” è forse una delle commedie più belle scritte negli ultimi anni, sarà messa in scena per la prima volta e poi andrà in scena in più scuole superiori di Taranto, a partire da Lunedì 9 Gennaio (Esordio All’Augusto Righi di Taranto). Domenica 4 dicembre verrà ripresentata al Teatro Padre Turoldo.

“Il Teatro è tutta la mia vita. Pensate che a casa barcollo, m’ingobbisco, mi annoio, ma in teatro ritrovo il passo. È un’altra storia. In scena si guarisce. E poi sapete che vi dico: gli attori vivono più a lungo, perché vivendo anche le vite degli altri, le aggiungono alle loroha riferito Ciccio Marinelli la commedia tratta di un tema importantissimo e ci sono voluti tre mesi per scriverla … i nostri attori si stanno impegnando al massimo pur di interpretarla nel migliore dei modi, è comica ma allo stesso tempo tratta un tema particolare. Lo spettacolo, come sempre,sarà divertentissimo pur rimanendo in linea rispetto alla cronologia storica”.

C’è viva attesa anche fra l’intellighenzia tarantina per questa opera. Infatti “Pace,Uerra e Carestia”, pur essendo decisamente comica, si inserisce in una epoca storica (gli anni ‘40) densa di avvenimenti di grande importanza. La rappresentazione, con una novità assoluta, è il frutto di un’accurata ricerca sul decennio 1940/1949 vissuto dalla gente comune sullo sfondo di guerra, dopoguerra e povertà assoluta. La peculiaritá è che la guerra, il dopoguerra e l’instaurazione della Repubblica Italiana, vengono visti dal “basso”, vale a dire dalla gente comune. Tutto questo rispettando fedelmente la cronologia delle date ed evidenziando gli avvenimenti più importanti del decennio. Non a caso tale opera è stata dichiarata da molti docenti, utile alla divulgazione nelle scuole.

Il cast sará composto, oltre che da Ciccio Marinelli, anche da Lucia Muller, Maria Teresa Mongo, Anna e Maria Pappalardo, sotto la direzione organizzativa di  Daniele Lupo.

La storia si snoda in quattro episodi di prosa. Il primo parla dell’affondamento della flotta italiana nel Golfo di Taranto, agli inizi della guerra. Il secondo concerne la caduta del fascismo. Il terzo tratta dell’ 8 settembre ed il quarto ed ultimo episodio riguarda le elezioni del primo Parlamento della Repubblica Italiana.

Le quattro storie vedono come protagoniste quattro famiglie tarantine le cui vicende si intrecciano con questi grandi avvenimenti. Il tutto viene raccontato con un linguaggio vernacolare, con toni comici e grotteschi.

Gli episodi saranno inframmezzati da quattro canzoncine cantate da Marinelli con il coro delle quattro attrici.

Le canzoni saranno cantate senza accompagnamento musicale di nessun genere e si intitolano “Povero Golfo de Tardè Nuestre” ,“Illusione dell’8 Settembre”, “Elezioni Repubblicane” e l’ultima sarà una sorpresa perché il titolo chiuderà la commedia in un crescendo di applausi finali. Lo spettacolo, come sempre,sarà divertentissimo pur rimanendo in linea rispetto alla cronologia storica. Un vero evento questo, che tutti, ma proprio tutti dovrebbero vedere.

Prenotazioni  al 3483718428 e 3479918761. L’apertura è prevista dalle ore 18 e 15 per permettere l’affluenza del numeroso pubblico previsto.

Vito Piepoli

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