SAVA. Quando un assessore crede di poter fare ciò che vuole del bene comune. Forse, in questo caso, va sanzionato?

SAVA. Quando un assessore crede di poter fare ciò che vuole del bene comune. Forse, in questo caso, va sanzionato?

Il dottor Pasquale Calasso, eterno assessore comunale, e il tronco del leccio incamiciato di cemento

Il tutto è successo lo scorso 29 settembre, allorché alcuni cittadini mi segnalarono l’avvenuta cementificazione di un albero e di un tratto di marciapiede di Via Manzoni angolo Via Cinieri.

A quel punto, ritenni di effettuare un sopralluogo e mentre mi accingevo a fotografare l’albero in questione (certamente avvertito da qualcuno) vidi spuntare all’improvviso da una porta della vicina scuola Bonsegna l’assessore ai Lavori pubblici, il dottor Pasquale Calasso, il quale adirato mi proferì frasi ingiuriose nei miei confronti aggiungendo testualmente “ma che cazzo stai fotografando. Povera Italia”.

Infatti, é proprio il caso di dirlo quando i risultati che può dare un assessore sono quelli. Povera Italia sì, devo aggiungere, al momento che la mattina dopo questo episodio, alla chetichella, verso le 6,30 quell’albero é stato sollecitamente “scravattato” dal cemento.

Oltre a ciò, devo aggiungere che, in osservanza della legge di trasparenza degli atti pubblici, é stata chiesta documentazione di quell’intervento e, a tal proposito, il responsabile dell’Area Lavori Pubblici e Patrimonio del Comune di Sava arch. Alessandro Fischietti, attraverso propria PEC rispondeva che: “Agli atti dell’ufficio non vi erano documenti correlati all’intervento descritto”.

A questo punto, saremmo noi cittadini a dover dire Povera Italia, infatti dal documento in questione si deduce che l’assessore andrebbe sanzionato (come accadrebbe a qualsiasi altro comune cittadino) a meno che non goda dell’immunità al pari dei parlamentari.

La legge, forse, è uguale per tutti?

Mimmo Carrieri

 

viv@voce

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