SAVA. Chi amministra amministri perché, su tutto, è pagato. E deve produrre i risultati

Quello che il sindaco pro tempore IAIA non vorrà mai capire …

I ruoli, questi benedetti, o maledetti per alcuni, spesso non vogliono essere capiti. E sappiamo benissimo, e non solo a Sava ma dappertutto, che l’informazione libera è sempre stata una spina nel fianco a chi, a turno, ha preso in mano le redini di un paese, di una città o di una nazione.

Ma Sava, forse, è una grossissima eccezione. Qui abbiamo un sindaco che crede di essere l’unto del Signore. Ogni cosa che fa, secondo lui, deve essere degna di massima pubblicità sui network o sulla stampa ruffiana e amica. E questo deve, secondo lui sempre, innalzare il più possibile la sua immagine a risolutore delle tematiche che attanagliano il nostro paese. Ma secondo lui, però. IAIA, che si convinca una volta per tutte che lui non è stato nominato dal cielo ma è figlio della sommatoria dei voti, dicasi agglomerato di liste civiche, le quali lo hanno portato alla bulgara maniera a salire le scale del nostro, dico nostro, Palazzo municipale nel lontano giugno 2012.

IAIA si convinca, una volta per tutte, che lui non ha un elettorato a Sava, proprio in virtù del discorso fatto sopra. Se non avesse immagliato le liste civiche in un solo progetto denominato “Patto per Sava”, col cavolo avrebbe avuto la fascia tricolore da primo cittadino. Ma questa è storia del nostro paese. E la storia al momento lasciamola da parte. Andiamo al modus operandi di questo ex “Patto per Sava”. Dico ex perché ha perso prima la gamba destra (l’ex vicesindaco Fabio Pichierri) e poi la gamba sinistra (l’ex assessore Maurizio Pichierri) e quindi è un progetto che esiste ancora nella mente del primo cittadino.

Ma solo nella sua però. Di fatto non c’è nulla. E’ solo un deserto politico, amministrativo su tutto, che si avvalla ancora del supporto di Consiglieri comunali che non so che fine faranno fra sette mesi dopo il risultato del rinnovo del Consiglio comunale. Ma il sindaco pro tempore savese è bravo, secondo lui però, a buttare fumo negli occhi. A offrire aria fritta, convinto che il savese si farà abbindolare la seconda volta. Siamo scettici su questo. Molto scettici.

Ci auguriamo che IAIA torni nei banchi dell’opposizione e che impari su tutto a rispettare gli altri. Ovvero, quelli che non la pensano come lui. Il giovanotto, che per look indossa sempre giacca e cravatta, in questi quasi 5 anni di dominio, secondo noi così è stato, ha fatto il bello e cattivo tempo con tutti. Ma ora è arrivata la resa dei conti. Ora deve rimettersi al giudizio del savese. Deve dire cosa ha prodotto per il paese.

E se ha coraggio, l’unico che ha è sempre avuto in questi 5 anni è stato quello di riempire le carte bollate contro il sottoscritto, deve parlare al savese di tante cose. Ma tante cose che sono successe a Sava e che lui, attore principale protagonista oltre che regista, ha posto la firma. Quanto a Carrieri, e al direttore di questo untorello, continuiamo a testa alta ciò che riteniamo giusto fare. Come d’altronde abbiamo sempre fatto.

Ci gratifica una cosa: non aver guardato in faccia nessuno. Dico nessuno. E IAIA non metta pezze a colori per difendere l’operato del dottor Calasso, fido assessore ai Lavori pubblici, il quale da gregario di Aldo Maggi è passato a caposquadra. Il leccio incamiciato con cemento, ha fatto ridere persino i polli. Addirittura insegnano agli alunni delle scuole elementari come si tratta un albero con tutti gli accorgimenti.

Lei IAIA ci deve dire una cosa. Una cosa sola: le spese sostenute dal nostro Comune per pagare gli stipendi, e i contributi previdenziali per due anni e mezzo, a lei e ai suoi assessori, stimati in toto circa 500 mila euro in 5 anni, sono proporzionali o inversamente proporzionali rispetto al lavoro prodotto dalla sua cadente amministrazione?

Siamo convinti che il Comune ci ha rimesso. E di brutto. Vada avanti con l’hastag Sava avanti tutta. Ricordi una cosa IAIA, vista la sua giovane età e la poca esperienza politica, che la presunzione se non è supportata dai fatti e dalle capacità serve solo a cantare come le cicale. E tutti sappiamo che le cicale cantano e ballano solo una stagione.

Le è rimasto solo questo.

Poi, la caduta è libera …  

Giovanni Caforio

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