Dati natalità/mortalità imprese pugliesi

Nel saldo imprese 2016 Taranto è al 45° posto mentre Foggia al 1° in Italia

Nel secondo trimestre 2016 il saldo tra iscrizioni (795) e cessazioni (499) presso il Registro delle imprese in provincia di Taranto è pari a +296, con un tasso di crescita dello 0,62%.

Taranto è 4° fra le province pugliesi e al 45° posto in Italia, lo ha reso noto Movimprese, il Centro Studi della Camera di commercio di Taranto diffondendo i dati sulla nascita-mortalità aziendale.

La Puglia cresce dello 0,82% (0,76% nello stesso periodo del 2015), seconda solo a Molise e Basilicata che superano il punto percentuale, e più velocemente del Paese nel suo complesso (0,63%).

Nella regione, come accennato, Taranto è al quarto posto, preceduta da Foggia, che da sottolineare in modo particolare, è prima nella classifica italiana con un tasso di crescita dell’1,21%, poi segue Lecce che comunque si difende bene con il suo 1,06%, e Brindisi con lo 0,79%. A Taranto segue Bari con lo 0,59%.

In Taranto pur essendoci una percentuale mediamente positiva si fa notare che  alcuni settori, tuttavia, totalizzano un saldo negativo.

Questi sono il manifatturiero con -6 imprese, il commercio con  -42, il trasporto e magazzinaggio con -8, i servizi di alloggio e ristorazione con -6, le attività professionali con -3, il noleggio e le agenzie di viaggio con -4, le attività artistiche e sportive con -4.

In pareggio o di segno positivo il saldo degli altri settori. In particolare, l’agricoltura chiude il trimestre con +51 unità. Come sempre rilevante, ai fini della positività del saldo, il peso statistico delle “imprese non classificate” (+295), quelle cioè iscritte al Registro ma prive di codice di attività economica.

È utile comunque ricordare che l’anno 2016 era iniziato male, con un saldo fra iscrizioni e cessazioni negativo di -95 unità ed un tasso di crescita negativo pari a -0,20%. Nel secondo trimestre l’andamento appare, dunque, in leggero recupero, ma il saldo è comunque inferiore rispetto a quello registrato nello stesso trimestre dell’anno precedente, e cioè +353 con tasso di crescita dello 0,74%.

Secondo  il Presidente della Camera di commercio di Taranto, Luigi Sportelli il saldo fra iscrizioni e cessazioni, pur positivo, denota una situazione di crescita imprenditoriale ai limiti dell’ordinario. Un andamento fisiologico che non denota significativi segnali di vitalità del sistema.

Inoltre, non è buono il piazzamento della provincia di Taranto nel panorama regionale ed in quello meridionale.

La filiera del turismo non decolla come ci si aspetterebbe in un’area territoriale che dovrebbe puntare sulle proprie vocazioni.

Analoga considerazione i ha per il comparto del commercio, sottoposto, come quello manifatturiero, alla doppia tagliola della crisi nazionale e di quella locale che, in questa parte di Mezzogiorno ancora non sono superate.

“Tutte problematiche che abbiamo denunciato con chiarezza nel corso della nostra ultima Giornata dell’economia e che devono essere affrontate con urgenza e con un impegno corale di Istituzioni e forze sociali ed economiche che, purtroppo, nonostante i numerosi appelli alla coesione, ancora stenta a manifestarsi. Mi auguro – ha concluso Sportelli – che finalmente nel corso dei prossimi mesi si dispieghino, fra l’altro, gli effetti positivi che il Contratto istituzionale di Sviluppo intenderebbe portare al territorio e che gli interventi che vi sono ricompresi diventino reale volàno di crescita socio – economica”.

Vito Piepoli

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