TARANTO. “Per grazia ricevuta”, una città tra fede e speranza

Nell’ambito del programma “Itinerari culturali tra aree archeologiche, monumenti, ipogei e musei della Città Vecchia di Taranto” promosso dall’assessorato comunale alla cultura, sabato 2 aprile 2016, alle ore 19.30 e alle ore 20.30 all’ipogeo “passo di ronda” (Cantiere Maggese, via Cava), va in scena la narrazione teatrale “Per grazia ricevuta”

L’alluvione del 1883 a Taranto” di e con Giovanni Guarino, produzione Crest. Ingresso libero. Nella Taranto di fine ‘800, attanagliata dalla miseria, giunge a dare  nuova speranza la notizia che il Governo italiano vuol dare il via alla costruzione di un canale navigabile e di un arsenale militare che, grazie alla dura lotta del senatore Cataldo Nitti, si decise di fare a Taranto.

Una notizia questa che rinfrancò le speranze della popolazione, il lavoro sarebbe tornato anche se il prezzo da pagare era la distruzione di pezzi di storia della città. Ma la provvidenza così benevola fino a quel momento, decise di voltare le spalle. La narrazione teatrale racconta quei giorni attraverso le vicissitudini di una famiglia di pescatori.

A seguito dello sbarramento con una diga del fossato del Castello Aragonese per la costruzione del canale navigabile ed a causa di una fitta e copiosa pioggia, il 14 settembre 1883 il Mare Piccolo arrivò ad inondare vicoli, stretti e case, provocando danni e morti.

Anche nella “nostra” famiglia uno dei sei figli risultò disperso, ed alla disperazione si diede risposta con la fede, mettendo in campo tutte le risorse offerte dalla religiosità popolare: preghiere e litanie, pane benedetto e beneficienza, voti ed ex-voti invocando l’aiuto dell’Addolorata. Aiuto che non tardò ad arrivare…

Socio e vicepresidente della cooperativa Crest, Giovanni Guarino è il responsabile del settore progettazione e animazione del territorio, con particolare attenzione alle utenze cosiddette deboli (infanzia, minori a rischio, anziani).

Dal 1985 avvia una formazione sulla narrazione teatrale che si nutre nel tempo della complicità e dell’incontro con maestri quali Marco Baliani, Mimmo Cuticchio, Roberto Anglisani, maturando negli anni come narratore una ricerca originale intorno alla cultura e alle tradizioni di Taranto.

Le storie di Giovanni Guarino si stagliano come quadri d’autore sull’affresco della Storia. Egli non racconta della Città ma, di più, ne è la voce. Così, Taranto parla e si rivela attraverso di lui.

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