SAVA. Le lapidi al cimitero? Da oltre sei mesi si aspetta la loro messa in opera!

Altro madornale errore dell’amministrazione IAIA

“Direttò? Cè mà parlà nu picca ti stì lapidi allu cimiteru che ai chiui ti setti misi ca nò li montunu?” Tradotto, papale papale, “abbiamo pagato le lapidi senza che ancora vengono montate. E sono passati ben sette mesi”.

E’ questa la rabbia di alcuni dai parenti dei defunti e le lapide che latitano. Come ogni savese sa, e questo lo sa molto bene, quando una salma arriva al nostro Cimitero ci sono pronti i versamenti. Sempre se si vuole portare il proprio caro nei loculi comunali, in questi casi in quelli trasversali.

Il primo è di 1000 euro per il canone e il secondo di 380 euro per la messa in opera della lapide del defunto. Lapidi che, messe nei plessi del nostro Ente, devono essere tutte uguali in modo da rispettare una certa uniformità. I tempi, pare, sono tre mesi dall’ingresso della salma nel loculo assegnato.

Quindi i tempi non dovrebbero essere sforati. Per nessun motivo in quanto l’utente paga ed ha il sacro diritto che venga rispettato il tempo di consegna.

Ma a Sava, e questo lo sappiamo molto bene, la norma è un autentico optional.

Certo passare dal Medio Evo al Paleolitico Inferiore è dura. Molto dura. E forse già questo è il segno tangibile.

Ma il servizio, delle lapide, non è affatto gratuito. Lo fosse, sarebbe ben diverso in quanto sarebbe di sola gratitudine verso il nostro Comune. E sarebbe, tra l’altro, comprensibile il ritardo che si accumula. Ma quando si paga l’importo al Comune è il Comune stesso che deve pagare il fornitore della lapidi.

Da un giro di telefonate fatte dal nostro giornale la verità è solo una: il Comune di Sava non sta pagando il fornitore dallo scorso ottobre. E quindi, come la mettiamo? L’utente paga il Comune e il Comune a sua volta “trascura” il fornitore? E’ normale che, se il fornitore non viene pagato, automaticamente sospende la fornitura. E vantando, tra l’altro, qualcosa come una decina di migliaia di euro di arretrati.

Quindi è il nostro Comune, e su questo ci dovrebbe essere un delegato amministrativo ai servizi cimiteriali, tramite l’assessore Mario Mancino, a interessarsi direttamente presso gli uffici comunali a sbrigliare questa matassa. Ai giorni nostri siamo a quasi oltre sei mesi di ritardo.

Le lamentele dei parenti dei defunti sono in corso. E allora? La vogliamo pagare questa ditta fornitrice o no? Premessa: i soldi sono stati versati al Comune, con bonifico bancario tra l’altro e questo per rassicurarsi, maggiormente,  dal nostro Comune il pagamento.

Ma forse il sindaco pro tempore Dario IAIA è così impegnato ad ostacolare il nuovo progetto del Depuratore Consortile che tempo per questo non ne ha? Ma ricordiamo al primo cittadino savese che in quel cimitero “stonnu, oltri alli muerti nuestri, puru li muerti sua …”

E meritano rispetto. Anche consegnando le lapidi in tempo giusto.

Giovanni Caforio

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