MANDURIA. Fiera Pessima 2016. Convegno su “L’acqua bene supremo da utilizzo responsabile al riutilizzo necessario”

MANDURIA. Fiera Pessima 2016. Convegno su “L’acqua bene supremo da utilizzo responsabile al riutilizzo necessario”

Gli interventi dei sindaci di Manduria, Avetrana, Sava, quello del Consigliere regionale Morgante, del professor Del Prete, dell’ing. Tarquino (Aqp) e quello dell’ing. Delli Santi (Comune di Manduria). A chiusura quello di Amleto Della Rocca, assessore messapico ai Lavori pubblici

12 marzo. Ore 11.00. E’ Enzo Andrisano, Presidente del Consiglio manduriano, ad  aprire l’inizio dei lavori. E subito entra nel vivo del tema: “Oggi abbiamo una progettazione con recapito finale del depuratore consortile in un sistema di depurazione più complesso”.

Andrisano ringrazia le associazioni che si sono attivate a far sì che il piano prospettato dalla Regione Puglia, con Vendola governatore, venisse cambiato. E gli ultimi sviluppi dati dalla decisione dell’AQP hanno modificato il recapito finale. Ma è deciso il suo segnale: “Quando c’è la volontà politica le cose si possono, oltre che modificare, anche realizzare”.

Dopo l’apertura del presidente istituzionale messapico è la volta dell’ing. Emilio Tarquinio che, a nome dell’Aqp, mette in risalto le nuove opportunità tecniche apportate e quanto all’Aqp sottolinea che “esso è supporto tecnico della Regione Puglia”.

Ma Tarquinio oltre questa breve introduzione va oltre. E spiega i cambi di rotta. “Siamo passati dalla condotta sottomarina progettata a fare recapitare le acque del depuratore a quella sugli strati superficiali del suolo. Ovvero, quella del riutilizzo”.

“Con questa nuova progettazione lo scarico anzi che andare nel mare andrà sul territorio”. L’ing. dell’Aqp illustra le modalità: “Ci sono ben tre ettari di superficie, 10 pozzi allo scopo di rimpinguare la falda sottomarina. Tutto il flusso di acqua previsto verrà trattato per i fini irrigui. E da qui, l’azzeramento totale della condotta sottomarina”.

E’ la volta dell’ing. Carmelo Delli Santi, tecnico del Comune di Manduria su questa tematica. “Dopo 4 anni si comincia a sentire ciò che volevamo sentirci dire prima: il servizio alternativo allo scarico a mare”.

Ma Delli Santi va oltre e propone: “Agli aspetti tecnici aggiungerei anche le contrade marine del Comune di Manduria le quali possono essere sviluppate turisticamente. Da qui potremo avere acqua per uso socio-sostenibile e su tutto questo dò tutta la piena disponibilità alla realizzazione di questo progetto”.

Ed ecco, è la volta del professor Del prete, docente universitario, in veste di tecnico incaricato dai Comuni di Manduria e Avetrana.

E non nasconde la soddisfazione di vedere realizzate le sue teorie sul riuso delle acque. “E’ una vittoria del mare. Quasi tutti i Comuni limitrofi, da Avetrana a Erchie, da Porto Cesareo a Maruggio, hanno presentato una particolare dedizione la territorio. Sono state le ragioni di carattere scientifico che hanno portato a questa bella vittoria”.

Ma Del prete ricorda che anche se oggi non ci fosse stato questo importantissimo cambio di progettazione “avremmo continuato a lottare anche se al governo della nostra Regione ci fosse stato ancora Vendola”.

E su questo non risparmia le lodi al sindaco messapico e a quello avetranese.

“I Sindaci di Manduria e di Avetrana hanno creato una grande coalizione e l’obiettivo politico èra salvare il mare”.

E dopo le note degne di rilievo per i due primi cittadini ecco quella sul governatore Emiliano. “Il governatore pugliese, attentissimo, la risposta l’ha avuta dai tecnici che hanno rielaborato tutto il piano”.

Ma poi scatta l’allarme. Serio. Serissimo. “Ma non dobbiamo scordare che la pioggia sta diminuendo e il processo di desertificazione è dietro alle nostre porte. Vitale è il riutilizzo delle acque per la nostra agricoltura e sul progetto oggi abbiamo la rete irrigua per le nostre campagne”.

E sull’importanza del nostro territorio, Del prete è chiaro: “Bisogna conservare il carattere scientifico delle nostre marine che oggi si trovano senza servizi non compatibili con la bellezza del nostro paesaggio”.

“Il padrone di casa”. Roberto Massafra. “La Fiera Pessima è la vetrina della nostra città che, oltre a presentare se stessa, viene messa in luce anche agli occhi dei paesi limitrofi”.

Dopo questa affermazione, il sindaco messapico entra nel vivo del tema.

“Sono importanti le risorse idriche collegate e importante in questa nuova progettazione del recapito finale è stata anche la sinergia particolare di due modi: la passione e la competenza. Aver saputo coniugare questi due termini è stata la chiave di svolta. La nostra cittadina ha saputo affrontare l’argomento in quanto sapeva di ciò che si stava parlando”.

Massafra, prosegue: “E ragionare per partito preso è sbagliato in quanto ci vuole la conoscenza e l’acquisizione della tematica del depuratore e questo lo dobbiamo anche ai nostri tecnici”.

E sulla nuova collaborazione con l’Aqp “alla luce di tutto ciò, abbiamo dato il massimo assenso all’Ente idrico pugliese per la ricerca di una soluzione alternativa che scongiurasse il famigerato scarico al mare”.

Ma il sindaco Massafra ricorda anche che “a dire il vero, Manduria e Avetrana questa ipotesi l’avevano già suggerita oltre un anno fa. Ma dobbiamo anche essere franchi e capire il cambio di direttive politiche della nostra Regione. Il clima che andava da Vendola a Emiliano, sul depuratore proprio così come ci era stato prospettato, oggi ha assunto un atteggiamento nuovo”.

E sulle promesse fatte dal già magistrato barese: “Il governatore Emiliano ha tenuto fede all’impegno assunto nei confronti della comunità messapica e avetranese nello scorso maggio, in piena campagna elettorale sul rinnovo del Consiglio regionale pugliese”.

“Emiliano, continua Massafra, promise che si sarebbe prodigato per una soluzione alternativa allo scarico a mare. Oggi ce l’abbiamo”.

Ma oltre ad Emiliano “non dobbiamo scordare i tre rappresentanti istituzionali del nostro territorio, che siedono sui banchi del Consiglio regionale, che si sono attivati al massimo nelle sedi opportune: Morgante, Turco e Franzoso. Dobbiamo anche a loro questo importante cambio di rotta”.

Dopo il sindaco Massafra è la volta Mario De marco, sindaco di Avetrana. “Non si capisce il perché le cose che ieri erano impossibili oggi sono possibili”.

Con un sorriso sornione, e rivolto al sindaco pro tempore savese seduto alla sua destra, il primo cittadino avetranese esordisce così dal microfono.

Ricorda immediatamente: “Questo cambio del recapito finale delle acque è un punto di partenza in attesa delle autorizzazioni ministeriali e francamente mi resta qualche legittimo dubbio e su questo dobbiamo essere vigili attentissimi con i nostri tecnici”.

De marco ricorda che il suo mandato amministrativo è in scadenza ma “senz’altro sarò sempre al fianco della popolazione e che la battaglia civile deve accomunare tutti”.

Dopo De marco, il sindaco pro tempore savese Dario IAIA. Quello che annunciava continue minacce di rivolgersi alle Autorità competenti contro il ritardo della costruzione del depuratore consortile.

Quello che diceva “dove scarica scarica importa ben poco. L’importante è che Sava abbia il servizio fognario pubblico”. Oggi i fatti lo smentiscono. Ma andiamo al suo intervento, in fac-simile a quello detto dal microfono qualche mese fa nell’incontro savese, sempre in tema di depuratore consortile,  in Sala Amphipolis.

“Affrontiamo una questione degli anni ’90 e alla metà del secondo decennio del terzo millennio stiamo ancora parlando di questa situazione. La posizione del Comune di Sava è di affrontare la questione e risolviamo questo problema”.

Ma lo IAIA va sull’analitico: “In questi anni si sono scontrati due schieramenti: il popolo del mare e quello della falda”.

Ricorda “il sequestro del depuratore di Martina Franca in quanto è una soluzione farsa”.

“Lo scarico a mare lo abbiamo anche oggi”. E cita i rilievi delle acque fatte dall’Arpa del fiume Chidro. “Livelli di inquinamento che aumentano nei mesi estivi”.

E pare rinsavire quando dice che “Sava, Manduria e Avetrana oggi sono uniti e andremo a lavorare in questa direzione”.

Dopo il sindaco pro tempore savese è la volta di Vito Morgante. Consigliere messapico alla Regione.

“Manduria e Avetrana hanno mostrato fortemente il loro disappunto sulla scelta scellerata dello scarico a mare”.

E’ il primo affondo, della serie “parlo a nuora affinchè suocera intenda”.

Ma ricorda anche che “il disagio non lo vive solo la vicina Sava. Ma lo vive anche Manduria e Avetrana”.

Morgante spiega quali sono stati i fattori che hanno modificato il cambio della progettazione: “L’Aqp ha cambiato atteggiamento nel momento in cui è cambiato il clima politico e da qui,  anche se da posizioni politiche diverse,  ha avuto un corso diverso il piano delle acque”.

E andando sulla nuova progettazione dice “oggi, nella nuova progettazione, la tabella 4 è il massimo della depurazione ma chiederemo ulteriore affinazione delle stesse”.

E sottolinea un piccolo, ma significante, successo: “Il modello Manduria, alla luce di questo nuovo progetto, oggi viene guardato con particolare attenzione in quanto a molti Comuni interessa il riutilizzo delle acque in agricoltura.

Credo che questo risultato è un esempio di buona politica in quanto il piano è stato votato all’unanimità dal Consiglio regionale pugliese”.

E sul governatore pugliese spezza a favore una forte lancia: “Dobbiamo dare atto al governatore Emiliano della sua attenzione alle problematiche del nostro territorio”.

E’ Amleto Della Rocca, neo Assessore ai Lavori pubblici nella nuova squadra del sindaco Massafra, a chiudere l’incontro con il suo intervento. “E’ stato un bel traguardo quello raggiunto dal nostro territorio. E questo è anche grazie anche ai Consiglieri regionali eletti nel versante orientale della nostra provincia”.

E sul controllo del depuratore, l’assessore Della Rocca ha le idee chiare: “Sul controllo della gestione del depuratore, e su  questo è convenuto anche l’ing. Di donna dell’Aqp, è importante avere una cabina di controllo comune assieme agli amministratori del territorio per poter monitorare al meglio il funzionamento del depuratore. E non scordiamo la povertà idrica della nostra regione che attinge acque dalla vicina Basilicata”.

Ma c’è anche una forte tirata d’orecchi al consorzio di bonifica dell’Arneo: “Ammoderni i propri impianti  e dia l’uso irriguo ai contadini”.

E sulle perplessità di IAIA e De marco, Amleto Della Rocca è categorico: “Non sussistono i minimi dubbi”.

Giovanni Caforio

viv@voce

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