SAVA. Mancato allargamento della strada che porta dal paese alla zona industriale

Ecco le pezze a colori che si scuciono da sole del sindaco pro tempore savese, Dario IAIA

Certo però, che IAIA, “la ota e la gira comu li piaci a iddu”. Ma i fatti sono ben altri. Ma andiamo a ciò che dice IAIA su un post di facebook dell’altro giorno su questo tema.

Scrive così: “Cari amici, poiché la disinformazione è all’ordine del giorno, chiariamo alcuni punti. La via per San Marzano doveva essere rifatta dal 1986. Oggi finalmente l’opera si sta realizzando e non solo questa via, ma anche le strade limitrofe.

Qualcuno chiede: “ma doveva essere allargata? ” Si è vero che il progetto all’origine prevedeva questo, ma, poiché vi potevano essere problemi con gli espropri, abbiamo preferito rifare la strada e non perdere tempo e soldi in lungaggini giudiziarie che avrebbero bloccato tutto.

Quindi, nessun mistero, solo una scelta politica ed amministrativa per realizzare un’opera che i savesi aspettavano da trent’anni …”

Questo è il suo proclama, quasi a giustificare uno scempio perpetrato sì questa volta con la volontà politica e amministrativa. Lo dice anche lui nel post. Se oggi l’opera è stata fatta non è detto che quest’opera andava fatta oggi.

Era già bella e pronta da ben 4 anni sul tavolo dell’ufficio del Patrimonio. E quindi, si poteva fare anche alcuni anni prima. Da non scordare che su questo tema l’assessore ai Lavori pubblici, il dottor Pasquale Calasso, scordò questa somma nelle voci che riguardavano la sua branca amministrativa.

Ma Calasso, dov’era quando è stato deciso, operativamente, di non allargare più il tratto stradale in questione? Ma IAIA, e questo lo sa bene molto bene (senz’altro è strategia elettorale) che sta uscendo fuori dal cilindro del nostro Palazzo comunale i lavori che andavano fatti, ed ereditati, al suo insediamento.

Ma si sa questo: in politica c’è chi pianta l’albero, lo annaffia, lo fertilizza e quando sta per cogliere i frutti c’è sempre qualche culacchione che ne beneficia. Ma l’amministrazione IAIA addirittura è stata capace di snaturare un progetto, con i soldi degli espropri già disponibili! E la pezza a colori del rifacimenti di alcuni tratti delle traverse di Via Bologna si scuce da sola! Ma non è solo questo tratto di strada che IAIA sta sbandierando in questi ultimi mesi che mancano alla tornata elettorale del 2017.

E’ ancora ferma l’incompiuta, chiamasi “isola ecologica”, 130 mila euro ereditati e ai giorni nostri costata  il doppio in quanto l’intelligenza amministrativa, e politica, ha fatto spostare il sito per ben 3 volte! E addirittura, dopo questi spostamenti, l’isola ecologica è ancora con il portone chiuso! Da premettere che, il nuovo lotto su cui è stata destinata, è sottoposta alla strada di accesso e non ci vuole molto a capire che gli allagamenti saranno il prodotto delle piogge torrenziali. Ma fra qualche mese IAIA la inaugurerà, prendendosi, per l’ennesima volta, meriti, non suoi.

IAIA parla di disinformazione. La dia lui l’informazione. Dica al paese cosa sono venuti a fare gli otto finanzieri lo scorso venerdì nel nostro Comune. Lo dica, se ha coraggio. Altro che disinformazione!

E dica chiaro e tondo al paese cosa è successo nell’affaire Cerin? Farsi la propria ragione non è la verità assoluta. In questi passati 4 anni con l’amministrazione IAIA abbiamo visto di tutto. Tranne lo sviluppo dello slogan elettorale del 2012 che diceva “trasparenza & legalità”.

Stia tranquillo lo IAIA. Noi informiamo ogni giorno e ogni santo giorno mettiamo in risalto le smagliature di un’amministrazione comunale senza volto. La quale ha vissuto fino ad oggi con il lavoro degli altri. Senza idee. Tranne quelle ereditate.

E con lo spauracchio del dissesto finanziario dietro l’angolo.

Vedremo nella prossima tornata elettorale il valore di questo sindaco, di questi assessori e di questi Consiglieri comunali.

Giovanni Caforio

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