MANDURIA. “Caos tributi: cosa succederà?”

Nota stampa dell’associazione politico culturale MANDURIA MIGLIORE

“La questione delle cartelle pazze, che ci ha spinto settimane fa a dar vita ad un servizio informativo gratuito alla cittadinanza tutt’ora attivo, riporta in questi giorni alla ribalta l’annoso dilemma sull’esternalizzazione del servizio tributi che pare non aver mai fine.

Non appena infatti si da vita ad un contratto con una ditta esterna piovono commenti negativi sulla gestione del servizio da parte del concessionario e tutti (pare) concordano sulla necessità di riportare all’interno degli uffici comunali tale compito.

Chiuso il rapporto con la società esterna, o per scadenza dell’appalto o, come in questo caso, per rinuncia della stessa a proseguire, il servizio di verifica ed incasso dei tributi locali viene riportato in sede comunale e, manco a dirlo, ricominciano i problemi, i commenti negativi e una “maggioranza” neppure tanto silenziosa inizia di nuovo a promuovere l’assegnazione esterna (come sta avvenendo in queste ore).

Ora, non ci sarebbe nulla di strano in tutto ciò se chi oggi propugna l’una o l’altra idea di gestione l’avesse sempre fatto dalla medesima parte, ma, come tutto ciò che riguarda il nostro fortunato paese, anche questa volta facciamo eccezione. Perché qui da noi non è importante ciò che si pensa davvero, gli ideali che ti portano a propendere verso una soluzione anziché l’altra.

Qui da noi ciò che importa è il ruolo che si riveste in quel particolare momento. Perché ciò che viene ritenuto ingiusto, dannoso e costoso per la comunità quando si é all’opposizione diventa magicamente giusto, utile e conveniente non appena si passa dall’altra parte della barricata.

E questo, si badi, non perché siano intervenute modifiche all’oggetto nel corso del tempo, ma solo perché oggi “conviene” dire sì allo stesso modo in cui ieri “conveniva” dire no. Gli esempi ormai non si contano più. Consiglieri d’opposizione che lanciavano strali di fuoco contro il famoso project financing sulla pubblica illuminazione, da assessori ne diventarono tenaci difensori.

Altri che di lá dicevano che lo scarico in mare del depuratore era “necessario”, di qua diventano tutto d’un tratto coloro che ci hanno salvato dallo scempio. Per la questione tributi, ahi noi, assistiamo allo stesso triste scenario, con un nuovo voltafaccia dei soliti noti, un probabile nuovo appalto milionario, nuovi amici accontentati.

Come è sempre nostro costume ci permettiamo di indicare una via razionale per risolvere questo, apparentemente insolubile, problema. E se, per una volta, invece di affidarsi alle “impressioni” o alle “intuizioni” si scegliesse di basare le proprie scelte sulla base di un rapporto costi/benefici fatto come si deve?

Quanto si guadagna, o si perde, concedendo questo servizio ad una ditta esterna? Ma comprendiamo che la nostra richiesta apparirà insensata a chi ci amministra, e ce ne scusiamo. Molto meglio fare diversi tentativi finché non si trova la soluzione ideale.

Chi cambia e scambia non perde mai tempo d’altronde, ce l’hanno insegnato i nostri avi! L’unica cosa che non cambia e non cambierà mai con questi personaggi al potere è chi subisce i danni di questi insulsi teatrini. La nostra amata città ed i suoi abitanti”.

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