SAVA. Affaire “Cerin”. Dario IAIA è un sindaco “incapace” e “inaffidabile”

Come il primo cittadino savese tenta di salire sugli specchi …

Avesse scritto, o detto, questi due aggettivi, “incapace” e “inaffidabile”, il nostro giornale era pronto il rituale: Viv@voce la porta con ogni sindaco, o meglio come goffamente mi sento chiamato “il Caforio”. Ma sono parole non usate da Viv@voce in una dialettica politica che esclude il nostro giornale in quanto non ha rappresentanza istituzionale e politica.

E quindi, ricapitolando sono aggettivi usati, in ordine e spesso e volentieri, dall’ex assessore alle Attività produttive Maurizio Pichierri e dal PD savese. E spesse volte anche da SavaInmovimento nei suoi manifesti affissi nelle vie urbane. E Forza Italia non è stata da meno. L’affaire Cerin si sta divulgando, come d’altronde è giusto che sia così, a macchia d’olio. L’oggetto principale è la mancanza dei soldi del contribuente savese nelle casse comunali. Cifre strabilianti che, se non incassate, metteranno a dura prova il prossimo Bilancio comunale.

O meglio, per “recuperare” l’importo mancante, senza ombra di dubbio verranno tagliati altri servizi alla comunità. Tipo: verde pubblico, manutenzione stradale, riduzione dell’orario di accensione della luce pubblica, ecc.. Ma è sotto inteso, logica vuole questo, anche l’aumento dei tributi. Maggiori o minori. Quindi lo scenario non è dei più belli per i mesi a venire. Ma quando si gestiscono i tributi comunali, bisogna fare molta attenzione a questo flusso di denaro che parte dal contribuente, staziona all’agente riscossore per essere dirottato in ultimo nella casse comunali.

Il nostro Comune ha i controllori. Questi si chiamano funzionari e amministratori, oltre ai sindaci revisori. Questi ultimi devono controllare se il compito dell’agente riscossore è affine al suo ruolo o meno. Della serie, alla savese maniera “Cu nò sia si và fottunu li sordi”! Andiamo avanti: il personale del nostro Comune è rappresentato dal funzionario dedito al comparto delle Finanze che deve certosinamente controllare che il flusso di denaro sia quello giusto o meno. Ma c’è anche un delegato amministrativo ai tributi comunali e questo è il sindaco pro tempore savese Dario IAIA, oltre al delegato amministrativo alle Finanze che fa di nome Salvatore De felice.

Non ultimo il ruolo del segretario generale di nome Irene Dimauro. Quindi uno stuolo di controllori. Andiamo ai fatti e, su tutto, alle domande che ci poniamo: come è possibile che, con tanti controllori pubblici e amministrativi, il nostro Comune deve registrare un ammanco che, potenzialmente, potrebbe essere racchiuso tra i 700 e i 900 mila euro? Alla luce di ciò, francamente, possiamo dire che qualcosa non ha funzionato.

Domanda: è stato l’agente riscossore a non aver versato queste somme oppure è stata la distrazione di chi era preposto a far sì che questo non doveva accadere? Questi, che mancano, si chiamano soldi del savese ma si chiamano anche linfa per la vita del nostro paese. Ora andiamo alla richiesta di una istituzione di una Commissione di indagine, completamente d’accordo il nostro giornale, proposta dall’opposizione compatta ma bocciata di fatto dalla maggioranza IAIA.

Far nascere un Commissione consiliare, è scritto anche nel nostro regolamento comunale, significa valutare con le carte in mano se l’operato dei funzionari e degli amministratori savesi è stato atto a far sì che questo non succedesse. Non ci perdiamo in giro di parole e andiamo diretti. Di cosa aveva paura l’amministrazione IAIA nel negare l’indagine, con i numeri consiliari alla mano? Nell’ultimo Consiglio comunale la maggioranza era propensa solo ad indagare il comportamento della Cerin, escludendo categoricamente lo “studio” di coloro che avevano il compito di controllare.

Ma il sindaco IAIA, e anche gli altri avvocati della maggioranza sanno, e lo sanno anche bene, che indagare la Cerin è compito della Gdf e della Magistratura. Non sfugga al lettore un particolare importantissimo: non è stata presentata una denuncia contro l’agente riscossore savese, ma ben sì un Esposto. Questo, cosa vuol dire? Vuol dire solo che l’amministrazione IAIA, nell’Esposto, ha solo raccontato i fatti, secondo lei, degni di valutazione del magistrato.

Quindi, raccontando i fatti, con documentazione presunta allegata, scarica sulla Procura l’eventualità di ricerca del reato! Cosa diversa, invece, sarebbe stata la denuncia. Cioè mettere nero su bianco e accusare l’agente riscossore di eventuali inadempienze contrattuali oltre alla presunta truffa continuata. E questo, dall’amministrazione IAIA, non è stato fatto. Cosa vuol significare questo? Che molto probabilmente, non sono conviti manco loro! Ma a monte mancano i soldi. E i soldi lasciano una traccia.

Quindi sarà compito del magistrato, sbrigliare l’affaire Cerin e, di pari passo, valutare se il comportamento della nostra Casa comunale è stato corretto. Ed è inutile che “lo IAIA” si sbracci sulla stampa locale e sui social network sbandierando la bontà del suo operato.

La democrazia, e questo lo abbiamo sempre detto, è una grande conquista dell’occidente. Chi amministra deve amministrare bene e chi sta all’opposizione deve essere libero di controllare l’operato amministrativo usando tutti i mezzi che la nostra Costituzione dà.

Ed è inutile che “lo IAIA” dica che questo danno economico porterà al danneggiamento dell’immagine del paese. Ma scusi, IAIA, ma il paese chi lo sta amministrando? La maggioranza o l’opposizione?

Se la politica vale ancora qualcosa in questo paese, e chi amministra è responsabile amministrativamente e politicamente delle proprie azioni, i due aggettivi sopra menzionati calzano a pennello verso il primo cittadino savese che nel primo caso, quello di Maurizio Pichierri, non ha avuto coraggio di rispondere all’accusa di “incapacità”.

Nel secondo “inaffidabile”, nella nota stampa PD, mostra un incredibile nervosismo.

Ma il sindaco pro tempore savese, cerca di salire sugli specchi. Ma, ahimè, scivola in continuazione!

Giovanni Caforio

 














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