SAVA. Dall’astratta “Trasparenza e legalità” alla realtà, ben differente

Amministrazione IAIA e amministrazione Maggi: i due diversi modi di rapportarsi con la legge sulla trasparenza

Quando si chiede al nostro Ente comunale l’accesso agli atti si cita sempre la legge specifica, legge sulla trasparenza (241/90), motivando le ragioni della richiesta. E fin qui ci siamo. Il funzionario che riceve la richiesta è tenuto per legge  entro 30 giorni a fornire la visione o la copia degli atti richiesti.

Nel caso in cui il tempo limite viene superato, e senza comunicare al richiedente le ragioni, è subito pronta la denuncia alla Procura per “abuso e omissione di atti in ufficio” e, di pari passo, la comunicazione al Ministero della funzione pubblica. Queste sono le regole. Anzi, la legge sulla trasparenza.

C’è da da premettere che quando questa amministrazione comunale si è insediata tutti gli atti richiesti, da questo giornale e dall’associazione ambientalista di Mimmo Carrieri, sono stati dati. Rispettando le procedure formali. Ma da quando questo giornale, compresa l’associazione di Carrieri, ha preso posizioni abbastanza critiche sull’operato amministrativo si è subito eretto un muro.

Ovvero, negazione degli atti con pretesti più assurdi possibili. In tutte le richieste fatte da questo giornale, su carta intestata, in alto c’è il nome del giornale, la registrazione al Tribunale di Taranto e il suo direttore responsabile. Nel caso in specie il sottoscritto.

Ma agli occhi del segretario generale, Irene Di mauro, tutto questo non è bastato. Ha voluto l’impossibile, ovvero ha dubitato tutto ciò che era scritto sull’intestazione della richiesta! Incredibile! E su questo si è perso tempo. Ma siccome non siamo nati oggi e sappiamo benissimo il perché di un comportamento che viene modificato, conosciamo anche le ragioni che possono spingere chi deve svolgere un ruolo il quale deve, o meglio dovrebbe, essere lontano dalle sirene di chi amministra questo paese e far sì che svolga il suo lavoro in modo autonomo. Ma non ci siamo scoraggiati.

Abbiamo ritenuto opportuno fare i passi necessari nelle sedi competenti, Ministero della Funzione Pubblica, e opportune, Procura della Repubblica. Queste perdite di tempo ostacolano solo la conoscenza degli atti. Tanto prima o poi questi atti ci devono essere consegnati. Ad oggi, l’esperienza del nostro giornale è questa: non ci danno gli atti entro i trenta giorni? Pronta la diffida! Risultato? Appena arriva la diffida nella nostra Casa comunale immediatamente viene da casa il messo comunale consegnandoci gli atti richiesti!

Una Casa comunale che pensavamo fosse di tutti. Invece no. Oggi è una Casa comunale privatizzata che non osserva i tempi giusti della legge sulla trasparenza. Per non parlare poi di auto comunali che vengono usate per i fatti propri, o di concorsi pubblici di dubbio risultato.

Ma il nostro giornale confronta i due tipi di comportamento, quello dell’allora amministrazione Maggi e quello odierno dell’amministrazione IAIA. La prima non ci ha mai negato gli atti che richiedevamo, la seconda invece, proprio in virtù del suo slogan elettorale “Trasparenza e legalità”, ha dimostrato di essere ben altra cosa … senza scordare che il sindaco pro tempore IAIA ebbe a dire sulla stampa locale di aver trovato, al suo insediamento, gli uffici comunali “come ai tempi del Medio evo”.

Forse oggi stanno ai tempi del Paleolitico. Superiore o inferiore?

Nel dubbio, contiamo i mesi che mancano alle prossime elezioni comunali. 14 per l’esattezza …

 

Giovanni Caforio

 

Lascia un commento