SAVA-TORRICELLA. Quando gli arroganti si impossessano del diritto di uno … Stato di diritto!

Alcune riflessioni sulle diverse inchieste della Procura della Repubblica di Taranto

Le leggi servono per regolamentare, e disciplinare, la nostra vita sociale. Giuste o sbagliate, quello è un altro discorso che certamente con questo articolo non c’entrano affatto. Ma andiamo allo Stato di diritto: è uno Stato fondato sulla legge, il cui potere non risiede nella volontà di singole persone, ma nella norma giuridica.

Quindi è la democrazia diretta. E come tale va interpretata. Se ci sono le regole è giusto che le stesse devono essere rispettate sia da chi è amministrato ma, su tutto, da chi amministra. Spesse volte, amaramente, non è così.

In molte occasioni un amministratore o un funzionario pubblico crede, o meglio vuol fare credere, che la concessione di una determinata cosa (pubblica) la decide solo lui. Se rispettasse le leggi certamente. Ma tornando a monte, in diversi casi c’è una sudditanza da parte di chi viene amministrato che non è rispecchiata dalle nostre leggi o meglio, dal nostro ordinamento democratico.

E su questo entriamo nel campo dei diritti che, obbligatoriamente, ognuno di noi ha.

Se poi, qualcuno, trova la scorciatoia per avere un diritto (sacrosanto) in tempi brevi allora le regole cominciano a scricchiolare. E non sarebbe solo un caso, ma svariati. In altre situazioni vengono date concessioni che, grottesco questo, non sono contemplate dalle leggi in materia. E qui entrano in campo i cosiddetti “furbi”.

Ovvero, coloro che ottengono ciò che, genericamente, non si può ottenere. In questo campo di ipotesi citate hanno un ruolo determinante chi amministra, e quindi dovrebbe essere almeno sulla carta, un osservatore delle leggi e chi cerca, tramite chi amministra, autorizzazioni che non si possono ottenere.

Ma le regole della nostra democrazia ci sono, sta solo ad ognuno di noi farle rispettare. E quando gli arroganti, pubblici, usano lo strumento pubblico a loro completo piacimento allora non dobbiamo essere d’accordo. Affatto. E se, malauguratamente, cediamo anche su questo ciò significa che ci priviamo di un pezzo di democrazia.

O meglio ancora, abdichiamo nel campo dei diritti verso chi, questi diritti, li dovrebbe far rispettare ma li manovra a suo piacimento. Quindi un amministratore o un funzionario pubblico o un dirigente delle Stato deve fare attenzione a come si rapporta con l’utenza in quando ci sono regole che stabiliscono il corretto funzionamento delle stesse.

E’ di oggi il caso del Comandante di Polizia municipale di Torricella inciampato nel rinvio a giudizio per “Omissione di atti d’ufficio”. E questo perché? Perché molto probabilmente lo stesso avrà creduto che le regole non andavano in un certo modo ma in un altro. Quest’ultimo spesso e  volentieri a libera interpretazione. Ma non sempre la libera interpretazione può essere carpita, davanti al magistrato, come “buona fede”.

Qui diventa responsabilità. E responsabilità vuol dire assumersi gli eventuali errori che si possono fare e, magari, prima di farli di pensarci un attimino. Ma questi signori ostentano una sicurezza  tale che, a volte, è davvero irritante. Magari trattando l’utenza non come il loro codice comportamentale richiede. Anche a Sava abbiamo una situazione che, secondo il nostro giornale, non è delle più limpide.

Funzionari che credono che il Palazzo municipale è cosa propria, negando l’accesso agli atti come la giusta legge sulla trasparenza recita. E che magari gli stessi si prestano a comportamenti non legali dettati, dietro alle quinte, da chi amministra. Ma forse non sanno che i responsabili delle azioni sono loro.

E sono loro che verranno chiamati davanti al magistrato per rispondere dei loro comportamenti che, secondo Viv@voce, non sono in linea con le nostre leggi. Il politico, o meglio l’amministratore, sta sempre in seconda fila e a dettare le leggi dalla prima fila!

E sono quei funzionari che fanno gli “yes man”, e magari scordano il ruolo principale che hanno in un Comune, ad avere il fondo schiena sulla graticola. E di brutto pure.  

Oggi è Torricella, ma Sava sta avanti … molto avanti!

Giovanni Caforio

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