MANDURIA. “Beni confiscati alla mafia, aspettiamo ancora di conoscere le iniziative intraprese dal Comune”

Nota stampa dei Verdi e Giovani per Manduria

Poiché le nostre iniziative non sono mai occasionali o estemporanee, ma rispecchiano sempre situazioni e interessi reali della cittadinanza, rispetto ai quali amiamo caratterizzarci per la continuità del nostro impegno, riteniamo utile richiamare alla memoria di tutti, cittadini ed amministratori, una problematica che fu argomento nel febbraio scorso di un convegno molto partecipato: l’utilizzo dei beni confiscati alla mafia. 

Avevamo appreso che il Comune di Manduria era entrato in possesso di 34 immobili sequestrati alla criminalità organizzata, ad esso assegnati affinché, secondo quanto prescrive la legge, li utilizzasse per finalità ed attività a carattere educativo e sociale. Di questi risultò che solo uno aveva ricevuto una destinazione, mentre gli altri rimanevano in stato di abbandono se non di degrado.

Questo patrimonio, dunque, che dovrebbe costituire una forma di risarcimento per il danno causato ad una comunità dalla criminalità organizzata, finisce per diventare per essa un onere aggiuntivo. Non così in altri comuni, dove certe opportunità offerte dalla legge non se le fanno certo sfuggire.

Un esempio in tal senso lo offre il Comune di Mesagne, che su due immobili confiscati, con un investimento minimo di risorse comunali, ma avendo saputo intercettare cospicui finanziamenti ministeriali, ha realizzato  una masseria didattica ed un Opificio sociale, splendide strutture che ospitano attività culturali, educative, di integrazione sociale, di formazione professionale ecc., con il coinvolgimento di cooperative sociali, Onlus e associazioni di promozione sociale. 

Molte utili indicazioni sulla strada, impegnativa ma non impossibile, da seguire per concretizzare questi obiettivi vennero nel corso del convegno dagli interventi, tra gli altri, della dott.ssa Concetta Franco, responsabile dei Percorsi di Legalità del Comune di Mesagne, e di Attilio Chimienti, referente regionale di “Libera”.

L’Assessore al Patrimonio, Avv. De Donno, anch’egli tra i relatori, dopo aver rappresentato tutte le difficoltà che l’amministrazione di Manduria incontra nel gestire persino la quotidianità, assicurò comunque che presto sarebbe stato emanato un bando per l’assegnazione di questi beni, sempre secondo le finalità previste dalla legge.

Passati nove mesi e non avendo avuto notizia di alcun bando, né di alcun altro progetto inerente tali beni, siamo qui a chiederci quali iniziative l’Assessore abbia intanto intrapreso, quali passi avanti siano stati compiuti e quali programmi siano stati concepiti. Non vorremmo ancora una volta giungere alla conclusione che ciò che altrove è possibile e viene fatto, a Manduria diventa irrealizzabile e svanisce nel nulla.

Verdi Manduria

Giovani per Manduria

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