SAVA. Sindaco pro tempore IAIA, il caso “Di Mauro” è suo!

SAVA. Sindaco pro tempore IAIA, il caso “Di Mauro” è suo!

Le ragioni del nostro giornale su questa “querelle” che investe anche il Comando di Polizia Municipale

Scoppiato il caso “Di Mauro”, implicita la chiamata in causa del Comando di Polizia municipale, l’unica uscita ufficiale avuta in Consiglio comunale è stata quella dell’azzurro Arturo De Cataldo. Un pochino forse. Su questo oggetto ci sarebbe voluta ben altra levata di scudi da parte di tutti i rappresentanti della massima istituzione savese, qual è il Consiglio comunale.

Ed è triste questo. Ma andiamo alle motivazioni che spingono, fortemente, il nostro giornale a chiamare in causa il primo cittadino savese. Irene Di Mauro, segretario generale del Comune di Sava, è stata designata da lui in persona. E lui, di questo, deve rispondere all’intera cittadinanza, oltre alla politica savese, il perché di questa situazione rincresciosa che si è creata sull’inchiesta del magistrato che vede il segretario generale del nostro Comune indagata per Peculato.

Premesso che le indagini del magistrato sono un conto diverso in quanto è l’aspetto penale da valutare. Qui IAIA  deve prendere in mano la situazione ed attuare una forma di coraggio sulle regole che, in questo, caso, sembrano volutamente violate. Non vorremmo credere (!!!) che l’unico atto di coraggio del sindaco pro tempore savese è quella di vedere sul banco degli imputati il direttore di questo giornale e, magari, con una sonora condanna tale da fargli abbassare la testa.

I problemi della nostra Sava sono tanti e non vorremmo, per l’ennesima volta, che il problema principale di IAIA fossero (solo) gli articoli di Viv@voce i quali vengono passati al lanternino per vedere se ci può essere l’ennesima chiamata davanti al giudice.

Ora, il caso “Di Mauro” è serio. Terribilmente serio. Investe direttamente il segretario Comunale, o meglio colui (in questa caso è colei, ndr) che a sua volta dovrebbe essere il garante della legalità e dell’azione amministrativa, quindi una patata bollente che va sbucciata anche con il Regolamento comunale. E quest’ultimo parla chiaro sulle responsabilità degli impiegati e dei dirigenti comunali. Per la cronaca, vorremmo ricordare a Dario IAIA, che oltre un anno fa, e sotto la sua egida, fu istituita una Commissione disciplinare per valutare il “comportamento” di due dipendenti comunali. Il responso fu di una ammonizione.

E in questa, senz’altro, si impone una Commissione disciplinare che valuti in tutta la sua interezza la posizione della Di Mauro alla luce delle notizie riportate da questo giornale. E’ il Regolamento comunale che lo dice ed esattamente all’articolo 60. Lo legga attentamente Dario IAIA, ma lo leggano anche le altre forze politiche questo.

Qui si parla delle regole che, nel momento in cui vengono violate, s’ impone l’elezione di un Organismo istituzionale che valuti il tutto. Tra l’altro, importantissimo questo, anche la figura istituzionale del Presidente del Consiglio Domenico Gigante.

Perché anche lui è chiamato in causa, in virtù del suo ruolo e del rispetto del regolamento comunale stesso, a valutare il caso “Di Mauro”.

E la chiamata, potenziale, del Comando di Polizia Municipale savese non è da meno, rispetto alla Di Mauro.

Noi siamo qui …

Giovanni Caforio

 

viv@voce

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