MANDURIA. “E’ necessario combattere lo spreco in Sanità. Saremo sempre pronti a fare proposte concrete”

Nota stampa del M5S messapico

Nella serata di martedì 8 settembre, in sala consiliare, si è svolto un consiglio comunale con all’Odg le condizioni dell’Ospedale M. Giannuzzi, dove si è cercato di fare il punto della situazione attuale e le prospettive future. Erano presenti numerosi sindaci dei comuni limitrofi, il direttore dell’Asl e tutti i consiglieri regionali della provincia, invitati per prendere coscienza delle problematiche e dei provvedimenti prossimi venturi.

Ci preme ricordare che in occasione dell’inaugurazione della Fiera Pessima, alla presenza dell’allora Assessore regionale alla Sanità, il M5S con l’allora candidata presidente alla Regione, paventò la chiusura di alcuni reparti dell’ospedale locale e ci fu subito un’alzata di scudi da parte dell’Assessore che smentiva tale rischio. Poi i reparti, purtroppo, si sono chiusi e quest’estate abbiamo evitato lo sciacallaggio politico perché a noi interessa capire e proporre le soluzioni più confortevoli per i cittadini, a minor costo possibile, per cui le polemiche la lasciamo a chi le fa di mestiere.

Dalla discussione svolta in sala consiliare si è avuta una sensazione straniante soprattutto quando, il nostro portavoce in Regione Marco Galante, richiamava i principi organizzativi e gestionali, previsti dalla legge, alla base degli obiettivi da raggiungere verso i portatori di interesse. A fronte del dibattito dove ci sono state proposte, denunce e richiami normativi, il direttore generale dell’Asl Stefano Rossi, ha spiegato che dall’”alto, gli ordini, sono per chiudere”, quasi che il suo incarico sia quello di portinaio e non di colui che deve gestire al meglio la sanità pubblica regionale e provinciale, in questo caso.

Tra i principi costituzionali sempre più disattesi e le materie di legislazione concorrente, la tutela alla salute è un dovere condiviso tra Stato e Regioni la cui potestà legislativa però spetta alla Regione. In questo rimpallarsi di obblighi e responsabilità tra varie istituzioni e uffici una cosa è chiara che lo spreco nel mondo della Sanità è in aumento e i servizi sono sempre meno al livello di una nazione civilizzata.

E’ scaturita dal dibattito l’inadeguatezza e l’incapacità di programmazione del Governo centrale che rende il nostro sistema sanitario largamente inefficiente. Ma, invece di dare una svolta cambiando, riorganizzando e razionalizzando, quello che succede ogni volta è che si finisce sempre e solo con il tagliare. Se solo ci fosse il rispetto dei cittadini, questi tagli lineari potrebbero essere sostituiti attraverso un abbattimento degli sprechi e una vera operazione di efficientamento del sistema, che ad oggi resta solo sulla carta.

A fronte di mirabolanti riforme del Ssn, in tutti questi anni, si è avuto solo uno smantellamento, attuato lentamente, costantemente ma inesorabilmente

Tra le pieghe dei capitoli di spesa è possibile ottenere risparmio per il Ssn, proponendo la riduzione del parco delle oltre 50.000 auto blu e grigie (200 milioni di euro); il contrasto alla corruzione (6 miliardi dati Ispe); l’applicazione del Patto Sanità Digitale (7 miliardi); una legge per contenere il fenomeno della medicina difensiva (con solo il 10% di risparmi rispetto all’attuale spesa di 13 miliardi vi sarebbe un contenimento di 1,3 miliardi); gare d’appalto efficienti tramite Consip; l’introduzione del principio costo-efficacia (100 milioni); l’aggiornamento del prontuario farmaceutico il cui differimento di 2 anni è costato almeno 1 miliardo.

Alcuni capitoli di possibile risparmio per i cittadini, invece, riguardano la scarsa informazione, formazione e controlli che non consentono un utilizzo più esteso dei farmaci a brevetto scaduto e la liberalizzazione dei farmaci fascia C con possibili risparmi per almeno 600 milioni.

E’ ovvio che a livello regionale bisogna ripartire da ciò che è rimasto al netto delle promesse elettorali. Per migliorare i servizi ai cittadini saremo sempre disponibili a fare proposte adeguate, per garantire quanto previsto dai principi costituzionali.

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