SAVA. Amministrazione IAIA. Come distruggere il rapporto con un giornale e con un’ associazione ambientalista

Condanna Massarelli: se oggi siamo arrivati a questo è perché questa amministrazione ci ha spinto all’odio

Quando si arriva alle carte bollate allora è triste Venezia. Per tutti. Ma quando non si vuole più capire qual è l’importanza di un giornale, o di un’associazione ambientalista, allora è ancora più triste. I ruoli, in tutte le fasi della nostra democrazia, non si devono affatto confondere. A ciascuno il suo. Chi amministra deve sapere amministrare. Chi salvaguardia un territorio, con le sue martoriate tematiche ambientali, deve essere libero di farlo.

Sia che esso sia nero, o rosso o a pallini o a pois! Come d’altronde, anche, chi deve informare. Deve farlo nel modo obiettivo e cercare, con il proprio strumento di informazione, di sollecitare l’inerzia di un’ amministrazione. Nel caso in specie quella del sindaco pro tempore IAIA.

I ruoli, benedetti ruoli, non si devono affatto mescolare. L’autonomia di un giornale, o quella di un’ associazione ambientalista, è sinonimo di correttezza e di onestà. Nessuno, credo, deve fare lo yes man a chi a turno ha la fortuna di varcare un Palazzo municipale e dirigere la vita di una comunità, di un paese o di una città. Se lo fa allora vuol dire che è mercenario. Se lo fa vuol dire che squalifica il suo titolo di giornalista. 

Un giornale deve entrare nei fatti, capire le ragioni che vengono dettate da questi fatti e, quando le cose non convincono, denunciare con gli strumenti che la nostra Costituzione dà a tutti. Ma proprio a tutti. Ma andiamo al rapporto distrutto da questa amministrazione con Viv@voce e con l’associazione CPA di Mimmo Carrieri. Non abbiamo certo “colpe” su questo. Anzi, non ne abbiamo manco una da cui discolparci.

Noi abbiamo fatto sempre fatto ciò che meglio, crediamo, di saper fare. Sia con questa amministrazione che con quella passata di Aldo Maggi. Ma tra le due, amministrazioni savesi, la differenza era molta. Ma tanto e di più. I toni che usavamo erano sempre gli stessi e chi oggi amministra questo paese, per ragioni di opportunismo politico, lodeva l’operato di questo giornale e l’impegno in materia ambientale di Mimmo Carrieri. Ma ieri però!

Oggi, o meglio da oltre tre anni e mezzo, ci sono a governare Sava quelli che ieri dai banchi dell’opposizione dicevano peste e corna dei rivali. Ma è stato sugli strumenti dell’informazione telematica (facebook) che alcuni amministratori, e seguaci fedelissimi, hanno sputato veleno contro Viv@voce e il CPA. Anzi, contro Caforio e Carrieri! Spogliandoci, secondo loro, dell’importanza dei nostri strumenti e rendendoci, diciamo così, persone normali.

Per non parlare poi delle denunce infamanti, oltre che per diffamazione, di “istigazione a delinquere” e “Stalking”, fatte dal sindaco pro tempore IAIA contro di me! Queste due ultime accuse sono cadute in fase di istruttoria!

Attacchi spudorati, terminologia da Bar dello sport, attacchi sul personale (ignobili queste, ndr) e più ne ha più ne metta. E a questi attacchi le carte bollate le abbiamo sapute scrivere anche noi. Il decreto penale per Massarelli è solo il primo di uno dei tanti procedimenti penali in corso per quanto riguarda le offese a Carrieri, ma per Viv@voce, con altri soggetti, c’è ben altro!E questo perché? Perché abbiamo messo in luce un inerzia amministrativa che, nella campagna elettorale del 2012, era la prima causa da debellare. 

Le parole, spesso, lasciano spazio ai fatti e sono le azioni quelle che danno l’idea di chi ieri professava “trasparenza & legalità” e che oggi si trova con chiamate dal magistrato di non poco conto. Fiero, come direttore di un giornale e non come Giovanni Caforio, di aver bloccato il rinnovo del contratto alla Ditta che gestiva i parcheggi pubblici in quanto era in odore di infiltrazioni camorristiche e aver fatto scendere il campo direttamente la DDA di Lecce e l’UTG di Taranto.

Fiero, come direttore di un giornale e non come Giovanni Caforio, di aver smascherato un Concorso che sulla carta si diceva di essere “pubblico” invece era “privato”! Caforio e Carrieri non si confondono con i quaquaraquà dell’informazione, ruffiana e prezzolata che ahimè esiste! Noi affrontiamo di petto le situazioni.

E quando sbagliamo paghiamo e di tasca nostra soprattutto. Ma chi amministra, chiunque esso sia, finchè esisteremo, e continueremo  a fare quello che stiamo continuando a fare, avranno sempre il fiato sul collo. Su tutto chi si professava migliore degli altri e che, all’atto pratico, ha dimostrato di valere poco. Molto poco. Anzi, niente!

Giovanni Caforio