Campagna razzista per la donazione del sangue del Ministero della Salute in collaborazione con la Presidenza del Consiglio

Cittadini segnalano allo “Sportello dei Diritti” il messaggio discriminatorio che sarebbe valido solo per i “630 mila italiani” che hanno bisogno di sangue. E gli altri “non italiani”? Il Ministero rettifichi immediatamente o intervenga l’AGCM

Lo scorso 15 luglio il Ministero della Salute in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e d’intesa con il Centro Nazionale Sangue e il coordinamento C. I.V.I.S. delle associazioni maggiormente rappresentative del settore (AVIS, CRI, FIDAS, FRATRES) ha lanciato la campagna di comunicazione “Il tuo sangue, una botta di vita” che é visibile sui media ed anche sul canale YouTube al linkhttp://youtu.be/RrFWExNYqK8.

Un’iniziativa importante e che merita la massima attenzione – perché donare il sangue é sinonimo di solidarietà che può salvare veramente vite umane, salvo che per la natura razzista del messaggio lanciato nella parte in cui si parla di “630mila pazienti italiani che hanno bisogno di sangue…”  come se, ci hanno fatto notare alcuni cittadini che ce lo hanno segnalato, tutti gli altri “non italiani” non ne abbiano bisogno.

Una campagna di comunicazione, quindi, per così dire, escludente, che per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, merita una rettifica immediata su ogni canale di comunicazione da parte del Ministero della Salute e della Presidenza del Consiglio dei Ministri o un intervento dell’autorità di vigilanza, l’AGCM, in caso di inerzia governativa.

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