TARANTO. Fabio Matacchiera: “Preservare l’ambiente e tutelare i cittadini da questa situazione paradossale”

Il Presidente del Fondo Antidiossina  solleva la questione in merito a dei possibili attacchi terroristici a Taranto

Grave errore aver affiancato alla Base NATO e della Marina Militare le industrie con impianti a elevato rischio d’incidente, quali sono l’ENI e l’Ilva”. Questo è quanto esplica il Presidente del Fondo Antidiossina di Taranto, Fabio Matacchiera, il quale rammenta una pericolosa e possibile realtà esistente da ben cinquant’anni.

È un aspetto inquietante”, sottolinea in un lungo comunicato, il Presidente Matacchiera, nel quale tiene a evidenziare le conseguenze che graverebbero non soltanto a livello ambientale, dunque, l’impatto che ne deriva, bensì, anche su ciò che asservirebbe l’intera cittadinanza. “Taranto, cuore del Mediterraneo, diviene il potenziale obiettivo bellico e terroristico. In caso di attacco, considerato il carico di sostanze cariche ed esplosive, racchiuse nei due grandi stabilimenti industriali, il danno sarebbe incalcolabile per i militari e per i civili. Per questo, stiamo inviando un’informativa ai ministeri interessati e ai comandi di NATO e ONU, purché pongano la loro attenzione a questa situazione paradossale”.

Il preludio di Matacchiera fa pensare che, già in partenza, i destinatari dell’informativa siano al corrente della realtà, ma, al tempo stesso, sottolineo il diritto dei cittadini a essere informati sulla gestione di un’eventuale situazione di emergenza per ciò che concerne, sicurezza incolumità della popolazione.

Gli impianti industriali così vicini alle basi militari, potrebbero rendere attaccabile e vulnerabile l’intero apparato di difesa, provocando gravi conseguenza, anche alla popolazione civile”.

Elena Ricci

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