MANDURIA. Continua l’impegno del Circolo Legambiente contro lo scarico a mare del depuratore consortile

Nota stampa del Circolo messapico

Si è passati ad affrontare ed ad approfondire le problematiche tecniche che suggeriscono l’eliminazione della condotta sottomarina come recapito finale dei reflui del depuratore. L’altro ieri presso la sede di Legambiente si è tenuto un incontro pubblico con il dott. Giulio Conte, responsabile acque del comitato scientifico nazionale di Legambiente ed esperto internazionale in trattamento delle acque depurate.

Il dott. Conte è anche membro del comitato di esperti e scienziati internazionali che ogni hanno attribuiscono il premio European Green Capital della Commissione Europea.

Nelle scorse settimane il Circolo di Legambiente ha messo a disposizione del noto tecnico tutta la documentazione relativa al progetto deliberato dalla Regione Puglia.

Dopo aver esaminato le carte relative al depuratore , è stato accompagnato dai volontari di Legambiente Manduria a fare un sopralluogo per constatare di persona la eventuale fattibilità del progetto.

Non solo i luoghi si sono presentati idonei alla realizzazione di bacini di post trattamento di  fitodepurazione ma come ricordato dall arch Gregorio Attanasio da sempre attivista del circolo legambiente di cui è stato anche negli scorsi anni presidente si andrebbe a ripristinare un canale esistente in passato restituendo alla natura la sua originaria conformazione.

Il Dr.Conte ha subito sottolineato come i numeri che circolano circa l’estensione di un impianto di fitodepurazione sono totalmente falsi. Per un impianto come quello di specchiarica dovrebbero essere sufficienti solo 6 ettari che renderebbero le acque pure e idonee ad essere riutilizzate in agricoltura o per contrastare l’intrusione salina.

Inoltre è stato smentito in maniera categorica che questi tipi di impianti emanerebbero cattivi odori; al contrario sono i depuratori tradizionali  che presentano questo tipo di problematica.

Va poi detto che, il sistema di affinamento tradizionale per depurare i reflui utilizza sostanze chimiche spesso dannose per l’ambiente; al contrario la fitodepurazione, essendo un metodo totalmente naturale, non rilascia sostanze dannose.

Questi bacini poi, costituirebbero una importantissima area umida che, attraverso un opera di ingegneria naturalistica,  ricreerebbero in piccolo lo spettacolo che ammiriamo alla salina, creando corridoio ecologico tra la salina ed il chidro  diventando un luogo di sosta per una variegata avifauna.

Sarebbe quindi un ulteriore attrazione turistica e luogo di visite, regolamentate, per scolaresche e turisti.

Era presente il Sindaco di Manduria Dr.Roberto Massafra al quale il Dr.Conte ha dato disponibilità ad offrire ogni necessario contributo che in ogni caso fornirebbe così come già fatto per conto di Legambiente.

L’avv.Giuseppe De Sario  presidente del Circolo Legambiente di Manduria ha messo in evidenza che l’eventuale introduzione di un post trattamento di biofitodepurazione delle acque provenienti dal depuratore sarebbero una garanzia naturale assoluta del raggiungimento di un livello di affinamento che prescinderebbe da eventuali malfunzionamenti e tutelerebbe l’ambiente a 360 gradi non solo guardano la fondamentale salvaguardia del nostro mare ma anche quella del nostro sottosuolo , della falda acquifera a tutte le nostre risorse ambientali. Si tratta – ha sostenuto Giuseppe De Sario – di una alternativa che potrebbe tranquillamente far convergere e eventualmente ricomprendere le altre iniziative e alternative proposte dai coordinamenti locali insomma come confermato dall’esperto Dr.Giulio Conte oggetto del recapito finale sarebbero comunque acque ancor più affinate che potranno impedire eventuali forti inquinamenti del sottosuolo.

Altro  argomento, molto importante messo in evidenza anche dal Vice presidente di Legambientre Manduria Dr.Fulvio Perrone  è la sostenibilità economica: infatti questo progetto sarebbe molto più economico della condotta tra l’altro i dati esaminati hanno preso in considerazione il progetto della regione Puglia che sembra aver considerato solo la condotta fino alla battigia mentre non sono ancora stati presi in considerazioni i costi della condotta che dalla spiaggio dovrebbe estendersi nel mare con evidenti risparmi per le finanze pubbliche sia per l’installazione che per la successiva manutenzione.

Inoltre con l’indispensabile conforto di Francesco Tarantini Presidente di Legambiente Regione Puglia è già stato intrapreso il cammino che dovrebbe portare alla modifica del Piano territoriale di tutela delle acque pubbliche che così come oggi elaborato appare inidoneo a regolamentare le esigenze del territorio.

Circolo Legambiente Manduria

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