SAVA. Lettere anonime minacciose. Recapitato l’ennesimo “avviso” a Mimmo Carrieri

Ogni tanto, qualche imbecille, si ricorda di colpire chi, inverosimile questo, si prodiga per il bene comune

Sottointesa la solidarietà all’ambientalista e giornalista Mimmo Carrieri, ma ogni tanto qualche piccolo focolaio si alimenta e trova sfogo nella stupidità di chi, o è colpito da qualche sanzione o reato ambientale, del bene comune non se ne fotte un bene merito cazzo. Linguaggio popolano, d’occasione. Essere in cerca di seri danni ambientali non toccherebbe direttamente ad un ambientalista ma a chi è preposto, e pagato su tutto dal contribuente, a vigilare sul territorio.

Ma se il controllo su quest’ultimo latita per svariati motivi, non ultima la strafottenza amministrativa, resta bene poco da fare. O rassegnarsi oppure sdegnarsi. Ma lo sdegno basta a far sì che gli scempi che vengono compiuti sul territorio finiscano una volta per tutte? Non credo. Magari lo fossero. Senz’altro non staremmo qui a discutere. E allora ecco la mancanza di una coscienza ambientalista. Dove tutti, in mancanza di questo, si sentono quasi padroni di deturpare in mille modi il territorio: amianto sparso nelle campagne, svuotamento di liquami nei terreni fuori  dal centro abitato, rifiuti di ogni genere.

E la colpa qui, non è solo di chi amministra che ha anche lui le sue colpe in virtù della assoluta mancanza di controllo del territorio, ma è anche colpa di scriteriati che non se ne fottono nulla dell’ambiente e che nel buio della notte scaricano di tutto nelle nostre terre pur di liberarsi di tutto ciò che non gli serve più. Mimmo Carrieri, in virtù di tutto questo lassismo amministrativo, è diventato un faro, una luce di speranza per chi crede che dobbiamo consegnare un territorio migliore alle future generazioni.

Senz’altro, migliore di come lo abbiamo trovato noi. Carrieri non si scoraggia di erigersi a riferimento per chi non sa  a che santo votarsi per la tematica ambientale. Non è la prima lettera minacciosa che viene fatta recapitare a Carrieri: proiettili inviati in buste sigillate, addirittura l’auto incendiata e letteralmente distrutta.

Ed è stato il giornalista –ambientalista che ha pagato il prezzo più alto per avere avuto coraggio in realtà paesane che sono piene di fifoni, di codardi che ti segnalano un problema ma poi ti dicono il classico “non fare il nome mio”. Altro che penne che prezzolate. Degne solo di elogiare il pagliaccio di turno.

E non è facile operare in comunità piccole, in tutti i sensi, come quella nostra. E da qui Mimmo Carrieri si muove, fa tutti i passi che le nostre leggi permettono. Onestamente, lamentando il “tira a campare” di chi tollera oltre il dovuto azioni di disprezzo, e di inquinamento, verso un territorio che moltissime nazioni mondiali ci invidiano.

Ai giorni nostri una lettera anonima e minacciosa ricorda a Carrieri di fare “attenzione”, o meglio di farsi i classici “cazzi suoi”.

Scusate: ma l’ambiente non è anche un cazzo di tutti?

Giovanni Caforio

 

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