VIV@VOCE. “Una settimana importante per la storia di questo untore della libera informazione”

Il 16 aprile davanti al Gup per la valutazione dell’accusa di “Reato continuato (stalking)”

E così Viv@voce, senza volerlo, è entrato nell’olimpo nazionale, in virtù della singolarità dell’accusa, accusa che finora non aveva conosciuto nessun giornalista. Toccava a me. Ma andiamo a ben altro, oltre a questa “singolarità”. Il 16 di questo mese, ed esattamente giovedì prossimo, il giudice dell’udienza preliminare (detto GUP) deciderà sulla richiesta del pubblico ministero di rinviarmi a giudizio o meno sul reato continuato (stalking) formulato nella sua denuncia dal sindaco pro tempore savese Dario IAIA.

Da premettere che nell’avvio delle indagini del pm è caduta la prima accusa ed esattamente quella di “istigazione a delinquere” e questo è già un passo avanti a mio favore. Aspettiamo tranquillamente lunedì, senza ansia o timore, di conoscere se l’altro capo d’accusa (infamante, ndr) deve arrivare al dibattimento davanti al giudice o se cadrà nella fase premilitare. Questo braccio di ferro, senz’altro unico nella sua specie in Italia, ha portato ad una forza di muscolatura contro questo giornale.

Ma non mi scoraggia affatto. Io non ho paura di affrontare un giudizio davanti al giudice. So far valere le mie ragioni, supportate dalla mia difesa, e se in caso di condanna in primo grado mi saprò avvalere dei restanti due gradi di giudizio. Ma se è il caso ricorrerò anche alla Corte Europea. Ma la di là di tutto questo, non mi sento affatto responsabile di simili accuse. Anzi, se le accuse cadranno, vedranno un ribaltamento del tavolo in cui, da accusato, potrò finire accusatore. E poi sarà triste Venezia.

A Sava siamo arrivati al punto che il dialogo politico, seppur serrato, è dettato dalla carte bollate. Andiamo avanti. Non ho paura, e tanto meno il nostro caro giornalista e ambientalista Mimmo Carrieri, e se questo è il terreno che deve portare la dialettica politica, seppur non scelto da me, lo accetto visto che non si può fare altrimenti. Ma attenzione: oggi a Sava abbiamo un rappresentante istituzionale della maggioranza che, sembrerebbe, avere tre indagini del magistrato a carico e tutte iscritte al modello 21 (ovvero, nome dell’indagato e reato ipotetico contestato).

Poi, si dice, che c’è un funzionario comunale che ha ben diversi procedimenti penali a carico e per la funzione che ha questo pregiudicano seriamente la sua permanenza nella nostra Casa comunale. Ma c’è ancora di più. Molto di più.

Inoltre, sembra che un nostro amatissimo amministratore è indagato anche per minacce, oltre che per abuso di atti in ufficio e peculato.

E ciliegina sulla torta, si dice che una penna accademica risulta indagata e iscritta al modello 21 presso la Procura della Repubblica di Taranto! Il cielo si sta schiarendo.

Vedremo l’evolversi di tutto questo. Ma non abbiamo dichiarato noi la guerra a questi signori. L’hanno voluta loro la guerra con un comportamento irresponsabile e irriguardoso nei nostri confronti.

Hanno paura di un giornale. Hanno paura di un giornalista. Ma hanno paura anche di un’associazione ambientalista. Hanno paura anche dell’ambientalista.

Che non sono, e non saranno mai, zerbino di nessuno.

Giovanni Caforio

 

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