TARANTO. “Vicinanza e solidarietà ai 32 raggiunti da un decreto penale di condanna”

Nota stampa del Movimento Civico Taranto Respira

Il 30 marzo del 2012, in occasione della chiusura dell’incidente probatorio che ha portato al processo “Ambiente Svenduto”, centinaia di persone tra cui mamme, papà, giovani e studenti si erano radunate spontaneamente sui marciapiedi sotto il tribunale, senza causare disagi alla città in un sit-in, pacifico a sostegno della magistratura, esprimendosi a favore della vita, della salute e dell’ambiente.

Nel contempo all’incirca 8000 operai, sfilavano fino a palazzo di giustizia per chiedere il diritto al lavoro, paralizzando come al solito le vie d’accesso principali al borgo. Nonostante le preoccupazioni delle forze dell’ordine che non avevano autorizzato il sit-in per il rischio di scontri, nulla accadde, il tutto proseguì senza intoppi, com’è giusto che fosse. A distanza di ben tre anni, circa 32 persone tra le centinaia presenti quel giorno sono state denunciate.

Come Taranto Respira, esprimiamo solidarietà e vicinanza agli amici colpiti dai provvedimenti, e ci chiediamo come mai sia stata circoscritta solo a pochi di loro nonostante i partecipanti fossero molti di più.

Ci spiace constatare che nella città dei diritti negati e dei paradossi, chi manifesta a favore della vita esercitando un diritto costituzionale viene punito, mentre chi inquina continuando a provocare malattie e morti sia ancora li.

Non vorremmo alzarci domattina e ritrovarci condannati doppiamente, perchè oltre ad esser nati in questa sfortunata terra, cerchiamo di fare anche qualcosa per cambiarne le sorti

Vittoria Orlando Giovanni Carbotti Antonio Lenti per Taranto Respira

 

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