DEPURATORE CONSORTILE. Secca risposta al sindaco savese IAIA e al Comitato cittadino di salute pubblica

Leonardo Stranieri, presidente dell’associazione Uniti per San Pietro in Bevagna: “IAIA, e il comitato, faccia sfociare i reflui  nelle acque di Torre Ovo dove i savesi hanno le case di villeggiatura e dove si recano in massa nella stagione balneare”

Questione depuratore, l’associazione di San Pietro risponde a tono al comitato e al  sindaco di Sava. La frase che ha fatto andare su tutte le furie gli abitanti della località marina, ma anche di Manduria, è stata quella apparsa ieri su Quotidiano a nome del sedicente comitato di salute pubblica savese, “Ha ragione Iaia il depuratore è ok”.

Nell’articolo si  faceva riferimento alle recenti dichiarazioni  del sindaco Iaia e all’avvenuta risposta da parte di un funzionario della comunità europea che dichiarava idoneo il progetto dell’Aqp e della Regione, addirittura con scarico in tabella 1, cioè la seplice frullata di liquami con spruzzo diretto in mare. A tal proposito, interviene in prima persona Leonardo Stranieri, presidente dell’associazione “Uniti per San Pietro in Bevagna” il quale, a nome dei residenti e di quanti possiedono una casa di villeggiatura o un esercizio commerciale, esprime stupore, disgusto e meraviglia, su come si possa essere  così insensibili e non curanti della realtà, quando, come il sindaco di Sava e il sedicente comitato,  ci si trova dinanzi ad una realtà che va in tutti i sensi contro l’ambiente e all’economia di una intera zona.

“Come è possibile – dice Stranieri – che un semplice funzionario europeo, senza alcuna cognizione di come sia il nostro territorio, evidentemente ignaro degli ingenti fondi spesi a livello comunitario per la tutela della costa e dell’area protetta Sic, possa pronunciarsi a favore di un tale scempio ambientale, limitandosi a esaminare unicamente il progetto”.

“Anziché rimanere incollato alla propria sedia in ufficio – ribatte il presiedente – il funzionario Ion Codescu, bene avrebbe fatto a recarsi sul posto sulla nostra litoranea, dove si costruirà la condotta sottomarina,  dove avrebbe preso visione che la stessa verrà installata in piena Riserva Naturale  in area Sic, oltre ai danni che certamente arrecherà al mare e all’economia locale già martoriata”.

Di questo però, evidentemente replica Stranieri, né al comitato savese né al suo sindaco Iaia importa nulla.

“Per loro è importante l’immagine personale e mostrare ai propri concittadini che ciò che non si è fatto 25 anni fa, con il depuratore di Sava,  rimasto abbandonato su via Francavilla, oggi i validi amministratori sono capaci di fare avviare quello della vicina Manduria, dando finalmente per la prima volta nella storia, una fognatura al proprio paese  con scarico dei reflui nel mare manduriano”.

A questo punto, il presidente dell’associazione scende più nei dettagli e propone una soluzione che egli definisce salomonica.

“Visto che al sindaco Iaia e a chi per lui – conclude Stranieri – sta davvero a cuore il depuratore con scarico a mare, ebbene che si faccia l’impianto a Manduria e che la canalizzazione contenente i reflui anche di Avetrana si faccia sfociare nelle acque di Torre Ovo dove i savesi hanno le case di villeggiatura e dove si recano in massa nella stagione balneare”. 

Gianluca Ceresio

Quotidiano di Puglia del 27 gennaio 2015

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