Stalking. Le disparità di trattamento uomo-donna. E’ possibile?

“Alla luce della mia triste esperienza …”

Gentile Direttore, le vorrei esporre un problema. Il fenomeno dello stalking sta ricevendo in Italia maggiore attenzione mediatica e politica rispetto al passato, in generale la produzione scientifica su questo tema rimane in generale piuttosto scarsa. Essendo un fenomeno marcatamente connotato al maschile da parte degli aggressori e al femminile per quanto riguarda le vittime, esistono pochissimi studi sulle stalker donne, in particolare di tipo empirico.

Il profilo-tipo della stalker tracciato dallo studio è di donne single, separate o divorziate, intorno ai 30-35 anni (ma a quanto pare anche oltre), con una diagnosi psichiatrica, spesso riferita a disturbi dell’umore. In genere l’obiettivo della stalker è un conoscente, un ex marito. Comparata allo stalker uomo, la donna stalker presenta molto meno di frequente una storia criminale, e mette in atto più raramente minacce e comportamenti violenti.

Inoltre, rispetto alla controparte maschile, il comportamento delle donne stalker è meno basato sulla prossimità e le modalità della loro comunicazione con le vittime,  sono meno aggressive. Lo stalking al femminile è un processo lento ma degenerante e di vittimizzazione di un uomo.Da parte di una donna sono anche peggiori e spesso compromettono più persone, come il caso dei figli se si tratta di coppia di ex coniugi.

Quindi  a mio parere e non solo mio, di una diversità di vedute di una legge adottata dal nostro sistema politico e legislativo dello Stato. Sappiamo tutti benissimo che questa legge, diciamo così, è “moderna” ed è nata prevalentemente a difesa della donna che subisce molestie, pedinamenti in modo continuo da parte di soggetti che gli rendono la vita difficile. E fin qui ci siamo. Ogni donna ha il diritto di vivere la propria vita come giustamente le pare e nessuno può arrogarsi il diritto di imporre o modificare la sua realtà. Benissimo. Concordo in pieno.

Lo stalking, pur arrivato tardi nella nostra nazione rispetto ai paesi anglo-sassoni, ha la sua configurazione nel nostro ordinamento giuridico. Le ragione di questa mia lettera, caro direttore, è lo stalking al femminile. Cioè, lo stalking al contrario. Meglio ancora quando non è una donna a subire molestie o minacce vari, ma è un uomo. In questo caso, ovvero in questa mia missiva, sono il diretto interessato.

Le voglio raccontare: sono separato da diversi anni dalla mia ex  moglie, adempio con enormi sacrifici agli accordi economici sottoscritti in fase di separazione e, diciamo così, le mie responsabilità, quelle economiche sono rispettate. Ma  questo forse non basta. Sono sottoposto da tanti anni ad un accanimento giornaliero di sms, chiamate telefoniche, pedinamenti e tanto altro ancora da parte della ex moglie e le lascio immaginare quali possano essere i condizionamenti sia a livello personale che sul lavoro.

Alla luce di queste ripetute manifestazioni, per ben due volte  mi sono rivolto alle autorità competenti e ho diffidato, attraverso delle prove inconfutabili, alle autorità giudiziarie, tutto ciò che purtroppo ero costretto a subire. Risultato? Le lascio immaginare. A distanza di ormai tanto tempo continuo a subire quotidianamente .

Ora mi pongo e le faccio  una domanda; cosa sarebbe successo se invece di subirle queste manifestazioni fossi io a commetterle? Sicuramente il risultato sarebbe diverso. Attraverso questo  sfogo vorrei sensibilizzare l’opinione pubblica ad un attenta riflessione sul problema dello Stalking sia esso perpretato da un uomo o da una donna perchè credo che questo fenomeno sia preso sottogamba (e spero non lo sia mai) quando chi è a perpretarlo risulta essere una donna.  Seguendo molti casi di cronaca, in cui la donna è vittima, addirittura c’è l’arresto di chi compie un simile reato.

Lei caro Direttore, mi dirà: “Quali sono le ragioni della sua lettera?” Alla luce della mia triste esperienza, credo, che c’è una differenza di trattamento tra l’uomo e la donna sul tema “stalking”. Non le pare?

Un lettore affezionato










Lascia un commento