MONTEMESOLA. Meglio il piano di risanamento o il dissesto?

Approvati riconoscimento debiti fuori bilancio, aliquote TASI e piano di risanamento. Opposizioni contrarie

Ieri sera a Montemesola, durante il consiglio comunale, sono state presentate delibere inerenti il riconoscimento di legittimità di debiti fuori bilancio, propedeutici al piano di risanamento; delibera aliquote TASI per il 2015, e il piano di riequilibrio. Punti tutti, che hanno visto il parere contrario delle opposizioni, tranne il consigliere Valentini. I punti riguardanti la il riconoscimento di legittimità dei debiti fuori bilancio, sono stati contestati dai consiglieri Romanazzo e Marangi, poiché secondo il primo, le procedure tra l’uno e l’altro erano differenti, e che l’approvazione doveva essere a cura del consiglio comunale e non della giunta; per Marangi invece, vi è mancanza di criteri di predeterminazione e mancato accertamento di avvenuta prescrizione.

Sempre secondo Marangi, la maggioranza, porterebbe l’intero consiglio ad approvare delle delibere emesse con superficialità e leggerezza.

Anche il secondo debito fuori bilancio non è stato approvato dalla minoranza. Romanazzo in questo caso, ha contestato il fatto che pur trattandosi della stessa procedura, e della stessa tipologia di debito, a differenza del precedente questo non era stato approvato, sottolineando a suo dire, incoerenza e incongruenze in quanto nel corso di questi anni, la dottoressa Massafra, assessore al bilancio, aveva detto durante i consigli comunali. La dottoressa Massafra a sua volta, ha più volte ribadito la regolarità dell’atto.

Il terzo punto di discussione, è stato il tributo TASI per l’anno 2015, con la determinazione delle aliquote. Queste sono state portate al 2,5 per mille sulla prima casa, con detrazione di 20 euro per ogni figlio di età inferiore ai 26 anni, per un massimo di 80 euro; e l’1 per mille invece per gli altri immobili. Infine, punto fondamentale, l’approvazione del piano di riequilibrio. Il piano di riequilibrio o risanamento, è stato studiato ad hoc dalla dottoressa Massafra con la collaborazione degli uffici, per evitare lo stato di dissesto, che come la maggioranza più volte sottolinea, è stato ereditato dalle passate amministrazioni. Ma cosa prevede il piano di risanamento?

Meglio questo piano o lo stato di dissesto? Il quesito se lo pone il consigliere Maurizio Romanazzo. Secondo Romanazzo, il piano di risanamento che prevede dei finanziamenti per coprire non solo debiti fuori bilancio, ma anche disavanzo di amministrazione, porta a ricorrere al fondo di dotazione, il quale implica l’ente sottoscrittore a delle norme più stringenti di quelle previste dallo stato di dissesto. Tradotto, questo significherebbe un ingente aumento delle tasse, come è avvenuto per la TASI, come è avvenuto per il servizio trasporti dei bambini, come è avvenuto per la tassa sul suolo pubblico, e come è avvenuto per la mensa scolastica.

Questo piano di risanamento, come la dottoressa Massafra afferma, se approvato dalla Corte dei Conti (unico ente che può valutarne la sostenibilità) salverà il comune. “Noi abbiamo fatto il possibile – dice la Massafra – purtroppo anche a scapito dei cittadini”.

La colpa però, come la maggioranza sostiene, e come più volte è stato anche ribadito in piazza, sarebbe delle passate amministrazioni che non hanno saputo gestire la macchina amministrativa. Questo piano, che dovrebbe se approvato, salvare il comune dagli abissi del dissesto, sottoporrà per 10 anni il comune, al rispetto di alcune regole. Ma all’opposizione i conti non tornano. Nel piano sono stati inseriti 500 mila euro di finanziamento per passività potenziali.

Secondo Maurizio Romanazzo, i debiti o ci sono o non ci sono, non si può chiedere una copertura di 500 mila euro per debiti che potrebbero sopraggiungere; inoltre, non possono fare riferimento neanche a contenziosi, poiché un contenzioso non implica necessariamente un debito. Pertanto, il consigliere Romanazzo invita il consiglio a prestare maggiore attenzione a quanto approva, in quanto questo atto vincolerà il comune per 10 anni.

La dottoressa Massafra replica ribadendo la correttezza della delibera, e il sindaco Punzi, tranquillizza il consiglio affermando che il piano di riequilibrio può essere rimodulato in qualsiasi momento. “Non approvare il piano vuol dire dissesto – spiega Punzi – e il dissesto è una conseguenza di una situazione ereditaria”. In conclusione, tirando le somme, piano o dissesto, le tasse aumentano.

Il tutto adesso sarà al vaglio della Corte dei Conti. Ma la domanda è: chi ha sbagliato pagherà davvero? O lo faranno i cittadini?

Elena Ricci

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