SAVA. Gli operai dell’acquedotto pronti a sospendere la fornitura idrica

Quello che è successo a un utente savese

A Sava si sa che ricevere la posta normale è una fortuna, molto grande e che non “capita” a tutti! Sentite quello che è successo a un savese. Era da molto, per l’esattezza oltre sei mesi, che le bollette della fornitura idrica (AQP) non venivano recapitate alla sua abitazione di residenza.

Senz’altro ha pensato ai ritardi o allo scompiglio che regna nell’ufficio postale savese e in attesa di questo si è visto arrivare a casa un tecnico dell’AQP e l’operaio della società idrica. Motivo? “Ci spiace, ma dobbiamo sospendere la fornitura idrica”. E’ stato questo l’avviso verbale dato al savese. Consegnate le cartelle non pagate delle due ultime forniture e pronto l’operaio a trovare la condotta idrica stradale per mettere lo stop alla fornitura dell’acqua.

L’utente savese è andato su tutte le furie. Ha cercato spiegazioni nonostante avesse detto loro che le bollette non erano mai arrivate. Ma il classico “mi spiace” era solo una magra consolazione. Ma a volte la sorte malandrina, non va in porto.

Ironia  della sorte il chiusino stradale dell’AQP non era visibile in quanto coperto dal manto stradale  e per tanto l’operaio necessitava, obbligatoriamente, di un sensore particolare che indicava la sede stradale giusta per poi rompere e chiudere la fornitura.

Alla luce di tutto questo, tecnico e operaio AQP, hanno sospeso l’interruzione idrica e rimandato al giorno dopo l’operazione. In alternativa l’utente savese aveva poche ore per fare il versamento delle somme richieste e, a pagamento avvenuto, mandare il fax alla compagnia. 

Ed è andata bene … grazie alle poste savesi.

Giovanni Caforio

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