SAVA. Alle nostre richieste di chiarimento, il sindaco IAIA risponde così

Quando è un face che fa testo …

Nel precedente editoriale avevamo invitato il sindaco pro tempore IAIA a darci una risposta. Cioè, chiedevamo se nel registro degli indagati, per quanto concerne l’indagine del magistrato sul concorso pubblico del novembre 2013, “Copertura di un posto di ingegnere capo a tempo indeterminato”, ci fosse anche il nome suo. Ed ecco la risposta con un face, della serie “parlo a nuora affinchè suocera intenda”. Ecco il suo face: “Alle tante calunnie, diffamazioni e false informazioni, noi rispondiamo con i fatti …”. E vediamo allora cosa deve intendere la nuora. Dario IAIA interpellato nei giorni scorsi, su lavocedimanduria.it,  risponde così: “Atto dovuto a seguito di un esposto presentato dallo stesso direttore del giornale, Giovanni Caforio”. Dove sta la calunnia? Dove sta la diffamazione?

Aver riportato una “visita” della Gdf di Manduria, che ha “acquisito” i verbali della Commissione esaminatrice e le schede di tutti  i candidati che hanno partecipato al su detto Concorso è un reato scriverlo? Ma per favore. Oppure sono false informazioni? Eppure IAIA stesso ha detto della visita della Gdf. Ma di che stiamo parlando? Forse il primo cittadino scorda che è stato eletto da un sistema democratico, ed essere eletto o insignito alla carica di primo cittadino, in un paese o in una città o in una comunità, è segno di onore per il “fortunato”?

Non stiamo mica in un regime sudamericano degli anni ’70. Non stiamo ai tempi, mai sia poi, di criminali fascisti che fanno di nome Pinochet o Videla.  Questa è la democrazia. La stessa di cui IAIA si è avvalso per salire le scale del nostro Palazzo comunale nella primavera del 2012. Ma IAIA si ricorda quando si spellava le mani quando leggeva, su Viv@voce, che il sindaco che l’ha preceduto, Aldo Maggi, era inseguito da diverse inchieste? Lo ricorda questo? E ricorda anche quando, allora lo stesso IAIA era nel PDL, uscì un manifesto del partito di Berlusconi savese in cui ironizzava sul viaggio, a carico del contribuente savese, in Palestina a scopo di “pace”?

E ricorda anche che fu denunciato anche lui, Dario IAIA, per quel manifesto in quanto responsabile del Circolo azzurro savese, oltre al nostro giornale? E ricorda anche come finì quella storia? La dico io: Aldo Maggi ritirò la denuncia contro di lui ma proseguì quella contro di me. E in questa denuncia fui assolto davanti al giudice. Simpaticissimo fu, su Viv@voce,  il titolo in prima pagina: “Il  sindaco Maggi in Palestina. Spesi tre mila euro. Chi paga? Pajiunu li strunzi!”

Erano quasi tre mila euro del contribuente savese spesi per un “viaggio di pace”. Come se il denaro pubblico fosse diventato, d’incanto, privato! Ecco non sapevamo, allora, che a Sava ci fossero dei menestrelli di pace! Non credevamo, per davvero, che per risolvere il conflitto arabo-israeliano bastava la visita di un sindaco del sud. Del profondo sud, tra l’altro!

Oggi a Sava abbiamo un’amministrazione di presuntuosi, i quali credono per davvero, di sentirsi migliori di chi l’ha preceduti. Quello che notiamo dalle colonne del nostro giornale è questo: hanno dimostrato in due anni e mezzo il loro valore amministrativo. Spettano, se durano tra l’altro, altri due anni e mezzo.

Ed è inutile elencare ciò che potevano fare e non hanno fatto. I risultati si vedono ogni giorno sulla pelle del savese e del paese. Quanto al sindaco pro tempore IAIA, se avesse avuto più coraggio, avrebbe risposto al nostro giornale così: “Certo, sono indagato”, oppure “Mi spiace non sono indagato”.

Ma questo sindaco pare che l’unico coraggio, finora dimostrato, è stato quello di querelare in continuazione questo giornale. La democrazia è una gran bella cosa, specie per chi crede nell’importanza delle voci contrarie, non lo è per chi l’ha usata dimostrando di essere tutt’altra persona.

Un sindaco, un primo cittadino, in genere, ascolta tutti. Ha rispetto di tutti, su ogni cosa di chi non la pensa come lui. E non deve credere che se ora la dea bendata gli ha dato l’immensa fortuna di amministrare una comunità, il sogno deve continuare … lo scordi. L’elettore guarda, valuta e decide. Ad ognuno il suo.

Chi amministra deve amministrare e sapere usare le risorse del contribuente, così martoriato in queste ultime settimane. Chi informa faccia il suo compito. Noi il nostro lo abbiamo sempre fatto. Con tutti …

Giovanni Caforio  

 

 










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