SAVA. Corrado Agusto, da radical chic a qualunquista nell’amministrazione IAIA?

Come si cambia nella vita. E di che maniera pure!

Corrado Agusto ha avuto la fortuna (dicasi culo) di amministrare Sava per ben 18 mesi. Qualcuno dirà: “Ma tanto durava la legislatura sotto la sua egida?” No. Per nulla. Erano, e sono anche tutt’ora, i classici cinque anni. Ma il nostro passerà alla storia del paese come il sindaco che ha “bruciato” 24 assessori savesi in 18 mesi!

Mai nessuno aveva fatto come lui. Senza ombra di dubbio entrerà in qualche guinness dei primati, quello savese è suo. Il già sindaco Agusto buttò la spugna e della serie “mnì sta vou, scji perdibiti tutti pari pari” si ritirò a vita privata. Con il nostro giornale ha avuto spesso e volentieri uno scontro aspro, tra l’altro tacciando me e Carrieri come di coloro che avevano un feeling con gli Esposti da portare al magistrato.

Tra gli ultimi tre sindaci savesi è stato l’unico che non ci ha querelato. Ma, con i mezzi di comunicazione telematici, ha sempre seguito la vita del nostro paese, da prima su di un suo blog e di seguito su facebook. Se lo volessimo definire, come soggetto politico, sempre in base a come scrive (e non come si comporta ora, ndr) potremmo definirlo tranquillamente un radical chic. Termine quest’ultimo che veniva usato  in passato per definire al meglio il borghese che si apriva alla nuove realtà, con tematiche annesse, che portava avanti la sinistra.

Quindi, per sommi capi, una persona dedita al decantare le libertà democratiche e, possibilmente sulla carta, a difenderle. Da questo scritto vorrei ricordare, in questi due anni e mezzo passati di amministrazione IAIA, due comportamenti ufficiali dell’odierno assessore ai Servizi sociali: il primo fu nello scorso dicembre quando dal palco batteva le mani all’ex missino, ex finiano, ex pidiellino ed ora nuovocentristadestrosso sputava minacce di querela a Viv@voce (che immancabilmente sono arrivate, ndr) accusato di tutto e di più. IAIA, sindaco pro tempore soggetto sotto inteso. Il secondo è fresco fresco.

O meglio, Corrado Agusto ha messo in calce la sua firma nella determina che stabiliva l’incarico all’avvocato Albanese (chiamato il noto penalista del foro di Taranto a 3.000 euro iniziali, ndr) per la difesa dell’immagine del sindaco IAIA e per la difesa dell’immagine del paese che, secondo IAIA, io ho deturpato con i miei articoli o manifesti vari. Ma questa, della chiamata davanti al giudice, è un’altra storia. Andiamo alla firma di Agusto nella determina. Non è che senza la sua firma la determina non sarebbe partita. Assolutamente. Però senza la sua firma il nostro radical chic avrebbe lasciato il segno di coerenza con il suo, potenziale, modo di intendere agli altri. Siamo arrivati ad aver varcato la soglia della seconda metà dei cinquantanni, oggi ci ritroviamo con un bel pò di capelli bianchi, e ahimè anche qualche chilo di troppo, ma la memoria è ancora lucida su ciò che avvenne nella passata amministrazione con oggetto “denuncia” ai giornalisti savesi e rapporto all’interno della squadra amministrativa che allora aveva a capo il padre-padrone-padreterno che di nome faceva Aldo Maggi.

Furono due le denunce fatte da Maggi contro i giornalisti savesi, Caforio, Carrieri e Lucia IAIA con l’accusa di “diffamazione” una e l’altra di “procurato allarme”. Forse stavamo facendo scoppiare la terza guerra mondiale e vedeva Sava già in trincea? Andiamo avanti, è importantissimo il seguito.

Maggi sindaco minacciò gli assessori nella seduta di giunta con un “o firmate tutti questa denuncia o si va tutti a casa!” Firmò il “comunista” e assessore Patanè dove, a Roma, il suo partito professava le libertà di stampa ma Sava era, secondo il Patanè, fuori dal mondo. Firmarono anche la classica determina i due giovanissimi assessori Ivano Decataldo e Giuseppe Saracino. Questi ultimi con un “mea culpa”, dopo, si accorsero di aver sbagliato a firmare quell’atto pubblico. Dalla loro avevano, solo questo però, la giovane età. Ma ci fu un particolare non trascurabile: non firmarono quella determina ne Gaetano Lomartire (allora assessore ai Lavori Pubblici) e tanto meno Bruno Ariano (allora vicesindaco e assessore all’Ecologia e all’Ambiente).

Il distinguo di questi due assessori fece partire ugualmente la denuncia alla Procura tarantina ma, a volte va anche così, furono entrambe archiviate. Nella differenza, credevamo sostanziale, tra Agusto da una parte  e Ariano con Lomartire dall’altra ci fossero delle concezioni “democratiche” diverse. Ma chè. Ci siamo sbagliati. Agusto non è un radical chic, forse è qualcosa altro in attesa di definizione! Secondo l’accusa, quella del sindaco pro tempore IAIA e condivisa dall’ex sindaco Agusto, il nostro giornale ha rovinato l’immagine del paese pur non avendone responsabilità politica o amministrative. Ma IAIA e Agusto le responsabilità politiche amministrative le hanno.

E non ci risulta che sul tema “Concorso pubblico per la copertura di un posto di funzionario tecnico” sollevato da Viv@voce nessuno, dico neanche l’opposizione, ha detto la sua nelle aule competenti, ovvero nel Consiglio comunale savese. C’è un appiattimento incredibile a Sava: opposizione che scorda il suo ruolo e che lo solleva solo quando è in discussione qualche suo “interesse” di bottega. Salvo poi sposare la causa, classica, dei tarallucci e vino.

A Sava, amarissima nota, chi vince una competizione elettorale è arci convinto che, una volta che varca il portone del nostro Palazzo municipale, Sava è sua. Al contrario: quando un sindaco entra deve abbassare la testa e capire che solo amministrando bene si vuole bene al paese e non alle loro lobby o clientele varie.

Il tempo ci dirà se questo giornale aveva ragione. Ma ipotizziamo, difficilmente questo, che Viv@voce avrà torto sulle tematiche sollevate non deve dar conto a nessun cittadino. Solo al magistrato per la chiamata. Ma chi ha amministrato, e amministra, questo paese lo deve dare a oltre 13 mila votanti. A quelli deve dare conto e di che maniera pure …

Giovanni Caforio

 

 

 













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