Elezioni alla Provincia di Taranto. E IL PD CAMBIA PARTITO …

Un accordo spudorato e senza un più dignitoso sotterfugio

Domenica sera  Martino Tamburrano,  sindaco di Massafra, rappresentante di Forza Italia è stato eletto Presidente della Provincia di Taranto, con la stupefacente maggioranza del 64% sul candidato di centrosinistra  Gianfranco Lopane,  rappresentante del Pd e sindaco di Laterza che ha invece ottenuto il 36% dei voti.

Molti Tarantini ieri si chiedevano cosa fosse accaduto, non solo politicamente. Ci si chiedeva, tra la gente, se fossero sfuggite eventuali elezioni “o forse” – qualcuno affermava – “lo hanno eletto tra di loro mah!”. Insomma non tutti ricordavano che mesi fa, una riforma, per l’esattezza la riforma Delrio, avesse stabilito che l’amministrazione della Provincia dovesse divenire ente di secondo livello ed aveva affidato l’elezione dei presidenti e dei consiglieri, non ai cittadini, ma agli amministratori locali, sindaci e consiglieri comunali. Ciascun elettore, secondo la riforma, ha una consistenza calcolata in base alla media ponderata della popolazione del comune che rappresenta. Ed è, dunque, con questo sistema che si è effettuata l’elezione del Presidente della Provincia di Taranto e dei Consiglieri relativi.

Ma non è stata questa, l’unica novità, del nuovo procedimento elettivo. La cronaca della giornata successiva, descrive un terremoto nel Pd che ha lacerato ulteriormente gli equilibri, già estremamente tesi, all’interno del partito, per l’articolo 18 e per i difficilissimi rapporti anche con la base per numerosissime questioni .

Tamburrano ha ottenuto 277 preferenze,  Lopane  174; rispettivamente rappresentano, il primo 62.000 voti, mentre il secondo 35.000.

La differenza clamorosa tra Tamburrano e Lopane, a Taranto, roccaforte di un centrosinistra sia pur tristemente arroccato tra mura silenziose e sorde, ha sconvolto sia i cittadini che i rappresentanti ed elettori del Pd e di SEL; tutti indotti a ritenere come unica e plausibile spiegazione, un accordo spudorato e senza un più dignitoso sotterfugio.

E’ chiaro che gli elettori del Pd hanno utilizzato il voto disgiunto: Presidente Tamburrano e consiglieri del PD.

E’ tristemente noto che nelle settimane precedenti al voto, una parte del Pd, rappresentata da Michele Pelillo, attualmente vicepresidente della Commissione Finanza della Camera, si era dichiarata favorevole alle larghe intese. Alla fine, però, nonostante l’ approvazione della Direzione Provinciale, Michele Emiliano, Segretario Regionale del PD e candidato del centrosinistra alle primarie per la Presidenza della Regione Puglia, aveva dichiarato con fermezza che il voto doveva essere espresso solo verso candidati e liste di centrosinistra.

Attualmente dunque nel PD di Taranto, il dibattito interno è aperto e acceso; sono tutti contro tutti. Emiliano auspica le dimissioni dei consiglieri che hanno votato Tamburrano.  SEL, ma anche Minervini del Pd, assessore regionale, anch’egli candidato alle primarie regionali, accusano Emiliano di non aver saputo gestire la situazione locale. Annarita Lemma chiede le dimissioni del Segretario Provinciale Musillo e del segretario cittadino Lucarella.

Di certo, però, proprio Emiliano può rivendicare una posizione trasparente e forse premonitrice quando afferma alla stampa locale: I tarantini e gli esponenti del Pd sanno che ho tentato in tutti i modi di contrastare l’elezione di Tamburrano. Chi afferma il contrario, non potendo dimostrarlo, mi chieda scusa. Quello che è accaduto a Taranto è grave, c’è una parte di Partito Democratico che non risponde ai nostri indirizzi, e in qualità di segretario regionale non ho esitato ad aprire uno scontro con quelle componenti del partito. Nel giorno della sconfitta, sentirmi contro anche qualcuno che sostiene la mia stessa tesi, è una cosa che ha a che fare con la slealtà. Sarà la Direzione del Pd, che convocheremo al più presto, a valutare le condotte dei consiglieri che hanno sostenuto Tamburrano e ad adottare i provvedimenti conseguenti”. Dal punto di vista strettamente amministrativo, dei 12 consiglieri eletti,  6 di essi saranno assegnati alla lista del centrodestra,  4 andranno alla lista del PD e 2 alla seconda lista di centrosinistra.

Dal punto di vista etico e politico invece molte forze attive, politiche ed associative, sono deluse, ma pronte a combattere figure istituzionali che si sono distinte per discariche ed altre disavventure in spregio alla tutela ambientale e alla trasparenza amministrativa.

MARIA LASAPONARA

 

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