Emergenza Xilella. Buono il piano di interventi ma non basta e bisogna far presto

La Cia Puglia continua a seguire l’evolversi della situazione

La Cia (Confederazione italiana agricoltori) di Puglia apprezza il piano di interventi concordato l’altro giorno tra la Regione Puglia e il Ministero delle Politiche Agricole per far fronte alla emergenza Xilella nel Salento, ma non può non ribadire come sulla questione bisogna far presto senza perdere altro tempo, attuando anche tutte le iniziative utili e necessarie a salvaguardare dalla infezione non solo la restante parte del territorio della provincia di Lecce (come già in programma) ma anche le province di Brindisi e Taranto e in generale tutta la Puglia,  individuando e destinando anche risorse economiche per integrare il reddito degli olivicoltori.

Prendiamo atto che alcune delle nostre richieste avanzate alla Regione Puglia nei giorni scorsi – relativamente alla non eradicazione degli ulivi, che rappresentano un patrimonio dal valore inestimabile,   e all’impiego di prodotti fitosanitari per combattere i vettori tenendo conto dell’impatto sanitario per salvaguardare sia la salute pubblica che l’ambiente, del quale gli ulivi salentini, molti dei quali secolari, ne sono parte integrante – sono state tenute in considerazione.

Ora, però, non si può perdere un minuto di più.

L’esperienza vissuta sulla pelle degli olivicoltori salentini insegna: a distanza di pochi mesi i solitari focolai di Xilella individuati a ottobre 2013 hanno  purtroppo  interessato buona parte della provincia di Lecce.

È necessario, dunque, accelerare nella attuazione del piano di interventi concordato, velocizzando il rilascio dei pareri del Ministero della Salute e dell’Ambiente circa l’impiego dei prodotti fitosanitari nella cosiddetta “zona cuscinetto” a ridosso della “zona infetta” dando così seguito alla abbattimento del maggior numero di vettori, e istituendo il comitato scientifico a supporto del servizio fitosanitario nazionale e dell’osservatorio fitosanitario regionale, che fino ad oggi hanno svolto un importante lavoro che ora va ulteriormente portato avanti per evitare che la Xilella invada il resto del territorio pugliese.

Inoltre non bisogna arretrare sulla istituzione di un cosiddetto “cordone sanitario” a cavallo tra la provincia di Lecce e le province di Brindisi e Taranto, ipotizzato inizialmente ma la cui costituzione potrebbe subire una battuta d’arresto in quanto necessiterebbero ulteriori provvedimenti nazionali e comunitari per il cui rilascio serve del tempo. Non possiamo non sottolineare come il “cordone sanitario” tra la provincia di Lecce e quelle di Brindisi e Taranto permetterebbe di garantire ulteriormente la non propagazione del batterio al resto del territorio pugliese, senza dimenticare che, così come accertato dalla comunità scientifica, la Xilella attacca non solo l’olivo ma anche altre specie ampiamente presenti in altre province della Puglia, quali il mandorlo e il ciliegio, oltre a specie ornamentali.

La Cia Puglia chiede, dunque, alla Regione Puglia e al Ministero delle Politiche Agricole di non abbassare di un secondo la guardia individuando, inoltre, risorse economiche per far fronte a questa emergenza, per risarcire i danni subiti dal comparto agricolo e misure a sostegno della integrazione del reddito degli olivicoltori e misure che mirino alla implementazione negli uliveti delle pratiche agronomiche, colturali e di manutenzione,  proprio al fine di evitare il proliferare dei vettori e dunque delle infezioni di Xilella.

È necessario inoltre far presto relativamente al varo di un decreto che sancisca lo stato di emergenza e che permetta anche l’abbattimento dei contributi previdenziali per le imprese agricole danneggiate.

Le comunità salentine – che oramai devono imparare a convivere con la Xilella – devono essere coinvolte in tutti i processi che si stanno attuando per far fronte alla emergenza. Il Salento deve diventare un laboratorio per lo studio della Xilella, nel quale l’ambiente e il territorio devono essere salvaguardati al pari dell’agricoltura e degli agricoltori.

Bari, 30 agosto 2014

Ufficio stampa

CIA PUGLIA

331.3887066

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