SAVA. Il sindaco pro tempore savese, Dario IAIA, che non ha il coraggio di rispondere!

Quanta fatica costa al primo cittadino savese dire il perché la sua abitazione è illuminata a giorno e le altre limitrofe no?

Sappiamo bene che chi amministra, di qualunque colore (se mai esistono ancora, ndr) non ama vedere qualche potenziale “smagliatura” del suo operato amministrativo, dicasi pubblico, quando sotto la sua egida qualcuno nota una “stranezza”. Alla luce di quest’ultima è normale che un giornale, almeno per Viv@voce, cerca di capire il perché questa “stranezza” si è verificata e se ci sono delle ragioni che possono supportare tale “stranezza”. Che un lettore ci mandi le foto di tutto questo (casa del sindaco IAIA con un megafaro puntato direttamente alla sua abitazione ancora allo stato grezzo e con telecamera, ndr) non è un peccato mortale. E’ solo la richiesta del lettore, ma anche di questo giornale, di sapere il perché tutto questo esiste in quella zona. E su tutto, se è autorizzato!

Zona questa, chiamasi “Cimitero vecchio”, figlia dell’ultima spregiudicata lottizzazione selvaggia orchestrata da tecnici spudorati con l’avvallo di qualche volpone politico il quale ha dato il lascia passare a questa operazione. Operazione, che tutti sappiamo, ha reso abitabili quei lotti venduti a peso d’oro ma ha “dimenticato” di creare i servizi! Manca l’acquedotto, luce pubblica a lumicino e del tratto di fogna pubblica (sotterraneo, ndr) manco a parlarne! Ecco, così sono messi oggi gli abitanti della zona “Cimitero vecchio”.

Senz’altro ignari di quello che poteva capitare dopo una volta costruita la loro abitazione e pagati gli oneri di urbanizzazione  fino all’ultimo centesimo! Questa è stata la macabra scoperta! Non parliamo delle strade! Un disastro in piena regola. Pozzanghere a vista d’occhio, avvallamenti stradali inverosimili! La polvere, con il vento, invade le abitazioni. Non parliamo delle zanzare. tutto il paese, oltre alla zona in questione, è pieno! Se questo è vivere dignitosamente … Per la cronaca, su questa zona del “Cimitero vecchio” il nostro giornale, sei anni fa, preparò un ricco dossier con tantissimi documenti allegati e portati a mano alla Procura della Repubblica di Taranto. Risultato?

Archiviato il tutto! Che bella … soddisfazione! Ma andiamo al corpo di fabbrica del primo cittadino savese. Si presenta solo con struttura in calcestruzzo e laterizio. Tutto qui. Ed è normale credo che i residenti di questo luogo alzano le antenne e chiedono lumi sul perché il sindaco di Sava ha potuto far puntare sulla sua abitazione un megafaro annesso a una telecamera che punta tutta la struttura. O no?

In genere, credo che dovrebbe essere così (ma il condizionale è d’obbligo a Sava!): un sindaco quando vede un articolo su di un giornale, non importa se parla bene o meno bene del suo operato amministrativo, si prodiga immediatamente alla risposta. Dissuadendo, così, le “malingue” che possono benissimo, o a torto o a ragione, pensare che questo megafaro e questa telecamera, con l’energia pagata dal contribuente, sia alimentata dalla luce pubblica allo scopo unico di illuminare la sua abitazione. Ecco, un sindaco si arma di coraggio e affronta la tematica. Già il coraggio.

Eppure IAIA diceva di avere coraggio e determinazione nell’affrontare i problemi del paese. Che vada, il primo cittadino, nella zona in cui ha deciso di edificare la sua abitazione e chieda ai residenti cosa pensano del suo operato. E su tutto della mancata bonificata dell’ex stabilimento della Cantina di Sava, struttura attigua alla zona in questione. Visto che stiamo già ad un anno dal crollo e nulla è stato fatto e l’asbesto è ancora sul selciato e, credo anche, nei polmoni dei residenti! Lo chieda IAIA, lo chieda questo.

Difficilmente batteranno le mani …

Giovanni Caforio

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