SAN PIETRO IN BEVAGNA (Marina di Manduria). Fonte di pericolo per i bagnati

Un opera che doveva servire per proteggere le dune dalle mareggiate … oggi è così!

Nel dicembre del 2013  a seguito di alcuni  miei esposti con i quali segnalavo un potenziale pericolo per la pubblica e privata  incolumità derivante dalle condizioni in cui si trovava il ponte sul “Fiume Chidro” dal quale, oltre alla fuoriuscita dal piano calpestio del sovrastante marciapiede di alcuni cavi elettrici dell’illuminazione pubblica, e del distacco consistenti pezzi di cemento  precipitati sull’ arenile sottostante, vi furono ben due interventi dei Vigili del Fuoco di Manduria i quali, dopo accurata verifica chiamarono sul posto i Vigili Urbani e i responsabili dell’ UTC del Comune di Manduria.

Nel dicembre del 2013 l’ Impresa MELLO di Veglie (LE), con foto sopra, su disposizione del Comune di Manduria, provvide ai lavori di messa in sicurezza della facciata a mare del marciapiede aderente il ponte interessato al cedimento, nonché a realizzare una barriera di contenimento (con pali in castagno e rete metallica con pietre frangiflutti) che sarebbero dovuti servire ad arginare le maree e proteggere le dune. A distanza di circa 8 mesi, quell’opera, in un tratto di spiaggia non solo si è dimostrata inutile ma anche pericolosa per i bagnanti che la frequentano.

Un consistente tratto di rete metallica, erosa dal mare e numerosi “pali di castagno” hanno dovuto cedere alle maree tanto che, lunghi tratti di rete arrugginita si inarca pericolosamente in prossimità della spiaggia frequentata in questo periodo da tantissimi bagnanti. Lo stesso dicasi per i pali anche  in quanto dall’iniziale posizionamento in linea verticale, ora si trovano conficcati nella sabbia quasi in linea orizzontale ad altezza d’uomo (o di bambino). Un’ altra non trascurabile fonte di pericolo è rappresentata dal cedimento della falesia per la quale anche per tale motivo le autorità preposte (Sindaco in testa e Capitaneria di Porto) dovranno intervenire con i provvedimenti che si riterranno più opportuni(anche con ordinanza che vieti l’utilizzo di quel tratto di spiaggia) mirati a tutelare e garantire la  sicurezza dei bagnanti.  

Mimmo CARRIERI

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