Legalità e Mafia … sui sentieri verso l’Etna

Il Noviziato Orsa Maggiore del Gruppo Scout Sava 1 nella regione siciliana

Sicilia un isola che narra di coraggiosi esploratori, di un mare immenso e di montagne che tuonano; Di storie dure e dolci come i suoi paesaggi; di amore, morte, salvezza, liberazione. E poi di fuoco, acqua, terra. Sicilia. Con i suoi sentieri nascosti, I suoi miti, le leggende e il suo sole caldo , caldo come il cuore della gente che la abita. Con le sue tragedie e i suoi orgogli , con la voglia di riscatto e quella di restare a percorrere quei sentieri a passo d’uomo, e trovare il coraggio di percorrere nuove strade per renderla degna di essere vissuta e raccontata.

Un viaggio nella terra degli “Ultimi” , tra le lupare bianche e il coraggio di urlare la propria libertà … Il Noviziato Orsa Maggiore del Gruppo Scout Sava 1 ancora una volta protagonista di una splendida avventura. Questa volta la nostra strada ci ha condotto in Sicilia, Terra degli “Ultimi” tra la distorta logica del “Clan dei Catanesi”, la lotta continua dell’Associazione “Libera” alle mafie e l’immensa voglia di riscatto di una terra dal cuore grande.

Sarebbe semplice descrivere il cammino che ci ha visti impegnati per tre giorni sui sentieri verso l’Etna , iniziando dalla pista Altomontana, ricca di boschi, rifugi della forestale, foreste pietrificate, grotte, crateri centenari e deserti lavici, per finire con la risalita dal rifugio Sapienza fino ai tremila metri dei crateri sommitali, uno spettacolo mozzafiato tra i fumi rossastri dell’Etna , l’odore acre dello zolfo e il calore della gente che abita quell’incredibile terra che è la Sicilia.

Siamo scout e vivere l’avventura è nostra prerogativa, superare i nostri limiti, sfidarci con l’imprevisto fa parte del nostro stile di vita; ma la difesa di valori fondamentali come la liberta, la legalità il diritto a una vita migliore sono ciò che ci spinge ad andare avanti e a “lasciare il mondo meglio di così”. Per questo abbiamo voluto affrontare un cammino cosi arduo e faticoso , nel cuore di un’isola travagliata tra giustizia e ingiustizia, tra mafia e legalità. Non a caso è stata scelta la Sicilia e non caso è stata scelta la data del 19 Luglio come inizio; tutti noi sappiamo quale efferata tragedia si consumo il 19 Luglio del 1992 : la strage di Via D’Amelio, che vide vittime il Magistrato Borsellino e la sua scorta.

Siamo giunti in Sicilia con la voglia di conoscere e di sapere, di camminare su una terra che non sarà mai più di “Cosa Nostra”, dove il termine “Cupola” non sarà mai più abbinato a vertice della mafia e si riapproprierà ,invece, del suo vero significato ; abbiamo imparato in questi tre giorni di cammino che la mafia c’è, esiste è nel nostro strato sociale , si insinua nelle nostre vite fino a diventare invisibile eppure presente e l’unico modo che abbiamo per combatterla è parlarne, averne coscienza e conoscenza , perché la mafia ha potere solo dove non c’è conoscenza… Ma non siamo stati soli in questo viaggio nella “malavita”; il Palazzo di Giustizia di Catania ci ha aperto le sue porte grazie all’intervento e all’interesse che ha mostrato per noi il P.m. del pool Antimafia Dott. Pasquale Pacifico; ci ha presi per mano e ci ha accompagnati in un viaggio virtuale eppure reale sulle vie della mafia, ci ha parlato di Cosa Nostra, del Clan dei Catanesi, ci ha aperto gli occhi sul nuovo modo di operare che hanno.

Cessato il tempo della “coppola e lupara” ora indossano “colletti bianchi” e se pure meno cruenti e violenti nei delitti sono di gran lunga molto più pericolosi e più invisibili che mai, ci ha descritto come operano le loro” piazze di droga” e di quanto molti ragazzi , inconsciamente e incoscientemente , alimentiamo questo terribile mercato ; ci ha spiegato la concussione tra stato e mafia di quanto questa sia uno “status quo” e di quanto sia complicato combatterla, ma ci ha anche spiegato che quelli come noi , quelli che non hanno paura di parlarne, quelli che non si nascondono dietro i “non vedo non sento non parlo” , quelli che agiscono e reagiscono di fronte alle ingiustizie sono coloro che , insieme alla Magistratura, minano le basi della mafia , creano buchi neri nel tessuto sociale in cui sono insinuati ,mettendo a rischio il loro potere , ed è ciò che più temono, che la gente possa cambiare il modo di vedere le cose, prendere coscienza che la lotta alle mafie è dovere di ognuno di noi. Sembrava un intervento impegnativo , ma il Dott. Pacifico ha saputo stimolare il nostro interesse e la nostra curiosità descrivendoci anche praticamente ciò che, nel nostro piccolo , possiamo fare per combattere le ingiustizie che incrociamo nel nostro cammino.

Con alle spalle Minerva la Dea della Giustizia abbiamo proseguito il nostro cammino sui sentieri verso l’Etna , sentieri non sconosciuti alla mafia come il paesino di Nicolosi testimone anche di attentati malavitosi. Immersi nell’aspra natura vulcanica a volte verdeggiante a volte desertica con le sue incredibili colate laviche , siamo tornati ad essere boyscout … tende, sacco a pelo, spiritiere , poca acqua, risotti precotti .. l’indispensabile per vivere l’avventura, bivacchi attorno al fuoco, canti stonati e notti insonni.

Immergerci nella natura non ci ha però fatto perdere di vista lo scopo del nostro cammino e cosi nonostante il caldo, la lunga strada percorsa ,le salite sulla sommità dell’Etna , siamo ridiscesi in terra catanese per un altro incontro formativo e più che mai atteso: “Libera”, l’associazione che da sempre si occupa di lotta alle mafie pronta ad accoglierci e a parlarci di se ;il Prof. Giuseppe ci ha illustrato lo scopo dell’associazione, come è nata e a cosa è destinata ; noi sappiamo cos’è Libera, la conosciamo e l’apprezziamo da sempre sia come giovani scout che come futuri cittadini, ma ascoltare chi opera nel territorio è tutta un’altra storia è come essere li con loro sempre in prima linea quasi fosse un corpo a corpo contro una mafia che ti soffia sul collo con lo scopo di terrorizzarti , di assoggettarti al suo volere… e poi una frase shock del prof. Giuseppe , una dichiarazione che ci ha lasciati sorpresi ma entusiasti: “Libera nasce con un destino, un fine preciso che è quello di cessare di essere, quando non ci sarà più bisogno di Libera avremo raggiunto il nostro scopo , perché solo allora potremo dire di essere liberi”…

Un’esperienza che non dimenticheremo , ma che piuttosto metteremo in pratica nelle azioni che da oggi , ogni giorno compiremo.

Capo Fuoco Anna B.

Lascia un commento