GAL Terre del Primitivo. Laboratori per la tutela e riqualificazione delle tradizioni e dell’identità locale: le tavole di San Giuseppe‏

GAL Terre del Primitivo. Laboratori per la tutela e riqualificazione delle tradizioni e dell’identità locale: le tavole di San Giuseppe‏

Nei Comuni di Avetrana, Sava, Torre S. Susanna, Lizzano, Fragagnano, Erchie e San Marzano di San Giuseppe le tavole di San Giuseppe

 

Il GAL Terre del Primitivo, nell’ambito della misura 331 azione 2, organizza dei Laboratori per la tutela e riqualificazione delle tradizioni e dell’identità localein concomitanza delle giornate dedicate alle tavole di San Giuseppe.

Ogni anno, in alcuni Comuni del territorio del Gal, si ripetono gli antichissimi festeggiamenti in onore del Santo protettore dei  falegnami e che coincidono con l’equinozio di primavera ed i riti ancestrali di purificazione agraria. I riti, fra sacro e profano, sono molto simili in tutto il Salento econsistono nel falò della sera del 18 marzo e le Tavole di San Giuseppe a mezzogiorno del 19 accompagnati dalle processioni dei fedeli con la benedizione del  Santo alle tavolate ed al falò in Suo onore.

Le Tavole di San Giuseppe – che in passato erano offerte dalle famiglie in favore dei poveri e per devozione a San Giuseppe  – sono tuttora allestite dalle famiglie, scuole ed organizzazioni  locali per conservare la tradizione ed offerte gratuitamente alla popolazione locale, dei paesi limitrofi ed ai turisti. Nei Comuni di Avetrana, Sava, Torre S. Susanna, Erchie e San Marzano di San Giuseppe le tavole di San Giuseppe  (che in questi ultimi due paesi si chiamano Mattre) vengono degustate a mezzogiorno del 19 marzo mentre a Lizzano dalle 19.00 del 18 marzo ed a Fragagnano il 14 marzo.
Le tavole, pur con piccole differenze fra un paese e l’altro, sono in genere composte da un assortimento di 13 piatti tipici della tradizione contadinatria (ossia tagliatelle) condite con il formaggio dei poveri (mollica di pane fritto) ed in alcuni casi uvetta oppure abbinate a legumi (fave, ceci) o miele o cipolla fritta; pettuli (frittelle di pasta lievitata) con baccalà, cavolfiori o ampasciuni (una sorta di cipollotti selvatici), pesce fritto e baccalà; zeppole (ciambelle guarnite con crema pasticciera, al cioccolato ed coronate da un’amarena).

Ad Erchie e San Marzano di San Guseppe i festeggiamenti accolgono ogni anno migliaia di persone che accorrono per assistere al falò del 18 ed alle mattre del 19.

San Marzano di San Giuseppe la festa nasce nel 1866 e si caratterizza, oltre che per le mattre esposte la mattina della festa dopo la processione del Santo, per la suggestiva processione delle fascine che avviene la vigilia del 18 marzo dalle ore 15:00 alle 24:00: una carovana composta da circa 50 carretti con cavalli finemente bardati a cui si aggiungono più di 3.000 persone che trasportano fascine di legna e tralci di potatura per le vie del paese fino a giungere in periferia dove viene allestito il falò “Zjarre Madhe” (in Arbereshe, ossia l’antica lingua di origine albanese che si parla nel paese, significa Fuoco Grande) che è considerato il più antico e grande d’Italia tanto da superare la famosa “Focara di Novoli”.  Il momento più suggestivo è rappresentato dal cavallo che, in segno di devozione, si inginocchia davanti a San Giuseppe (intorno alle 16.00 / 17.00 davanti alla Chiesa Matrice San Carlo Borromeo).
La mattina della vigilia è possibile assistere alla benedizione del pane  sul sagrato della Chiesa Madre  ed alla tavolata dei 13 piatti  in piazza Milite Ignoto organizzata dalla Pro Loco Marciana. 
Per informazioni contattare il comitato organizzatore 3343563114 o inviare mail a  prolocomarciana@libero.it.

Ad Erchie,  i festeggiamenti in onore di San Giuseppe iniziano alle 20.00 del 18 marzocon la benedizione ed accensione – presso la zona 167 (alla periferia del paese, verso Torre S. Susanna) – del falò  la cui pira (composta da fronde di ulivo recuperate dalla potatura degli uliveti) compone una sorta di piramide  alta 10 metri ed il cui diametro supera i 16 metri.
La serata, organizzata dall’Associazione Amici del Falò di San Giuseppe, si protrae fino a tardi ed è allietata dai fuochi pirotecnici, dall’esposizione  e degustazione di prodotti tipici e dalle esibizioni del gruppo cabarettistico “I Malfattori” e della “Tradizionale Salentina DOP” (musica tradizionale e mediterranea).
Il giorno successivo (mercoledì 19), dopo la celebrazione della Santa Messa presieduta da S. E. Mons. Vincenzo Pisanello (Vescovo della Diocesi di Oria) e la benedizione dellemattre durante la processione del Santo, adulti e bambini (che quel giorno fruiscono della chiusura anticipata delle scuole) condividono la gioia delle tavole imbandite con i 13 piatti tradizionali di San Giuseppe. Della festa resterà  il ricordo dell’uccelletto benedetto  fatto con acqua e farina e da portare dai propri cari in segno di devozione e protezione del raccolto da tuoni e fulmini.
Per informazioni contattare la Pro Loco (320 4559676, prolocoerchie@libero.it).

A Fragagnano il programma si snoda dal 9 al 16 marzo. Fra le diverse iniziative si segnalano gli eventi di venerdì 14 marzo: si inizia con la S. messa delle 8.00 per proseguire (alle 9.30m, alla presenza di alcuni Sindaci legati alla devozione di San Giuseppe: Erchie, Minervino di Lecce, Giurdignano ed Anzi) con il “Laboratorio per la tutela e riqualificazione delle tradizioni e dell’identità locale: le tavole di San Giuseppe” a cura del GAL Terre del Primitivo nell’ambito della misura 331 azione 2.La mattinata continua – presso il Palazzo Marchesale ed in Piazza Regina Elena – con laFiera dell’artigianato locale e dei prodotti tipici, la mostra di artisti locali e attrezzature. Dopo la S. Messa delle 11.00 e la benedizione delle  Tavolate di San Giuseppe delle 12.00 si potranno degustare i piatti tipici della tradizione.  Nel pomeriggio, alle 17.00, ci sarà la processione per le vie del paese con il simulacro di San Giuseppe. A concludere l’intesa ed interessante giornata ci sarà, a partire dalle 19.30 in Piazza Regina Elena, la ronda di musica e canti popolari.
Per informazioni contattare la Pro Loco (338 2858514, prolocofragagnano@gmail.com ).

A Lizzano, il 18 a partire dalle 19.00, è possibile visitare la “Tavola di San Giuseppe” che, in questo paese, si chiama  “taula”:  una grande mensa ospitale, nata dalla volontà delle famiglie più agiate di aiutare ed offrire pasti ai più bisognosi, e tramandata di generazione in generazione. La tavola è posta su “tristieddi” (cavalletti) in un’ampia camera prospiciente la strada, coperta da bianche tovaglie, sulle quali abbondano ipiatti tipici locali, quali li “ncartiddati” (vari tipi di frittura, cavolfiori, ampasciuni, baccalà, etc.), pani e dolci (di diversi tipi a base di cannella, mandorle, etc.). Ad impreziosire la tavola, le primizie (unguli e pisieddi ossia fave e piselli) e la dovizia di frutta fuori stagione (melagrana, arance, fichi d’india, meloni) che i devoti conservano per l’occasione. E’ consuetudine inoltre cucinare e far degustare ai visitatori “lu cranu stumpatu” (grano scruscato e bollito nelle apposite pignate di terracotta e condito con soffritto di prezzemolo, cipolla verde e pepe). Stesso condimento per la “massa” (tagliatelle fatte in casa, unite ai ceci).
Per informazioni contattare la Pro Loco (360 834702, prolocolizzano@tiscali.it).

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