Anna Montella presenta la seconda edizione de “La stagione di mezzo”

Una nuova edizione … per ridisegnare i contorni di un percorso ancora in essere …

Arriva la seconda edizione del libro di Anna Montella “La stagione di mezzo” in self publishing. La prima edizione edita nel 2010 dalla casa editrice “Pensieri e Parole” di Padova, con la prefazione a cura del M° Josè Van Roy Dalì che concedeva anche l’utilizzo di un suo dipinto per la copertina. Quali sono le differenze di contenuto rispetto alla prima edizione? Anna Montella, scrittrice grottagliese, pubblicista esperta in marketing, ci spiega che questa nuova pubblicazione conserva la prefazione a cura di Dalì, ed utilizza un’altra versione del suo dipinto in copertina, intitolato “L’allusione”; inoltre il libro è caratterizzato da una postfazione a cura del critico letterario, Baronessa Elisa Silvatici.

“In merito ai contenuti, alcuni restano fedeli alla precedente edizione, altri si discostano leggermente ed altri pezzi – come le poesie che aprivano ogni racconto – sono stati rimossi così come sono state rimosse alcune storie e inseriti nuovi pezzi ex novo. Il tutto ridistribuito in maniera da creare un percorso che risultasse meno onirico ed ermetico rispetto alla precedente edizione” spiega la Montella.

L’autrice ci parla di una stagione di transizione, “una particolare stagione della vita in cui non è più estate ma non è ancora autunno pieno e nell’aria si rincorrono, anacronistici, i profumi e i colori di una nuova primavera”, Quella stagione che parte dagli “anta” quando sembra che il tempo passi più in fretta e tutto avrebbe potuto essere, e non è stato e, ci si sente in credito con la vita. Un cumulo di emozioni che l’autrice raccoglie in un unico libro che utilizza l’impianto narrativo di un libro di racconti, ma non lo è: “Una storia, tante storie. Una dentro l’altra”. Anna Montella traccia in questo libro un percorso di crescita dai quarant’anni in poi, mediante un’introspezione compiuta su se stessa e su tutto ciò che la circonda, collocando identità, sensazioni ed emozioni in linea con i personaggi delle sue storie, in un immaginario reale e fantastico allo stesso tempo, volto alla ricerca “della magia che ciascuno ha dentro e che ha solo bisogno di essere riscoperta”.

Donne senza volto, a cui potremmo darne uno nessuno o centomila, che danno vita e corpo ad una stagione di transizione che non è riportata in nessun calendario ma che, tuttavia, scandisce un tempo biologico che appartiene a ciascuno di noi e che, per una serie di fattori caratteriali e culturali, diventa evidente nell’universo femminile più che in quello maschile. Il libro si divide in tre sezioni se vogliamo, emozionali: la presa di coscienza; il viaggio affannoso alla ricerca del tempo perduto, e il ritorno a casa. In quale parte de “La stagione di mezzo”, possiamo scorgere l’io dell’autrice? Lei ci risponde così: “Dipende dal libro. Ne “La stagione di mezzo” sicuramente un paio di passaggi mi appartengono totalmente, molti altri no, e traggono ispirazione dalla vita stessa e dalle persone che si incontrano lungo il cammino”.

Un’analisi dunque, del mondo che circonda l’autrice, abbracciata a tante altre storie, che seppur apparentemente differenti, si incontrano lungo il percorso del libro. Un libro, questo, dal quale l’autrice si aspetta che il lettore sappia riconoscere una parte di se, nei frammenti delle esperienze comuni, e che riesca a cogliere il messaggio che ripartire da sé stessi e riscrivere la propria storia con una nuova sceneggiatura e una nuova regia, è del tutto possibile.

Elena Ricci

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