Taranto si conferma territorio di accoglienza con la seconda edizione del premio “Taras Pax”

Una scintilla, così come la definisce, Don Gaetano Borsci, che diventa una luce sempre più grande che si irradia sul territorio.

Giunge alla seconda edizione il Premio “Taras Pax”, nato dall’idea di Don Nino Borsci, Direttore della Caritas Diocesana di Taranto e Presidente della Comunità Airone. Un Premio, mirato non solo al riconoscimento delle personalità che meglio hanno contribuito alle operazioni di integrazione, ma anche per promuovere e rendere pubblici i risultati ottenuti nell’ambito del progetto “Motus Animi”, finanziato dal Ministero degli Interni, per l’integrazione nella comunità, dei rifugiati e richiedenti asilo politico, e fortemente supportato dalla validissima cooperazione della Caritas Diocesana di Taranto, dell’Amministrazione Comunale di Massafra, e dall’Associazione di Promozione Sociale “Rinnovamento & Partecipazione”. Alla presidenza di quest’ultima, Salvatore Perillo, direttore artistico del Premio “Taras Pax”, che si svolgerà presso il Teatro Spadaro di Massafra, sabato 14 dicembre a partire dalle 20.30.

L’evento sarà anche occasione di musica e spettacolo, grazie alla presenza di alcuni artisti come Adriana Damato, Viviana Lasaracina e Fabio Perillo. Il Premio “Taras Pax”, è appunto un’occasione per riunire l’intera cittadinanza, al fine di promuovere la cultura dell’integrazione e per documentare quello che è stato il progetto “Motus Animi”. Un progetto che ha visto legali, volontari, mediatori, assistenti sanitari, in ausilio agli immigrati; un progetto che è stato anche occasione di formazione, di integrazione nelle scuole, un’opportunità di lavoro; un progetto che ha visto Chiesa e Pubblica Amministrazione procedere insieme, rendendo il territorio del tarantino, sempre più solidale e avverso alla marginalità.

“Taranto si è confermato territorio di accoglienza. La presenza di rifugiati nel nostro territorio è un segno distintivo: significa che educati all’accoglienza”. Incoraggianti sono le parole di Mons. Alessandro Greco, presente anch’egli all’incontro, in rappresentanza di una Chiesa vicina al sociale e ad una integrazione voluta fortemente.

“Abbiamo svolto un gran lavoro con gli immigrati, e rispetto alla scorsa edizione, quest’anno c’è stata più maturità e più spirito di accoglienza. Sarà un momento di condivisione, ancora una volta di integrazione, e sarà anche momento per ricordare chi è morto in mare”, commenta don Nino Borsci.

Il Premio “Taras Pax” si articola in tre categorie di premiazione per la vicinanza al centro: “Taras Pax Società Civile”, che vedrà la premiazione di chi nella società si è prodigato quotidianamente ai fini dell’integrazione; “Taras Pax Pubblica Amministrazione” che individuerà il vincitore all’interno della Pubblica Amministrazione, tenendo conto però, dell’operato svolto volontariamente nel proprio contesto privato e personale, e non in veste istituzionale; infine, “Taras Pax Ecclesia”, rivolto appunto a chi nella Chiesa si è speso per la realizzazione del progetto ecumenico. “Mi auguro che ciò che accade nei Centri di Taranto e Massafra abbia una risonanza più ampia”, dice Mons. Greco.

Un progetto importante, che si spera ampli il suo raggio di diffusione, coinvolgendo sempre più persone, per abbattere una delle barriere purtroppo ancora oggi, molto diffusa… quella della marginalità.

Elena Ricci

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