TARANTO. “LA DEA DEL SORRISO” studio sulla STATUA DI PERSEFONE

Oggi pomeriggio, Venerdì 6 dicembre, alle ore 17,00  l’associazione culturale Dopolavoro Filellenico, ospiterà  l’archeologo Angelo Conte, presso la sua sede didattica, l’aula magna del liceo Ferraris – Quinto Ennio, in via Abruzzo 13 a Taranto

 Strenuo studioso al centro di interminabili dibattiti, egli esporrà il  suo lavoro di accurata documentazione “La Dea del Sorriso”, riferito alle controverse vicende della straordinaria “Statua di Persefone” che fu trafugata da Taranto nel 1912 o alcuni pensano, da Locri nel 1911.Acquistata poi dal Governo tedesco per un milione di marchi, la statua della Dea, detta Persefone Gaia per via del suo sorriso appena accennato, si trova attualmente all’Altes Museum di Berlino.

Dopo una serie di accese controversie tra studiosi che si protraevano ormai da anni, il professor Angelo Conte ha dimostrato, attraverso un’accurata esibizione di prove, che l’importante scultura magnogreca, risalente alla metà del V secolo a.c. “Persefone in Trono”, è stata sottratta da Taranto, all’inizio del secolo scorso. Il mistero sul luogo di origine dell’opera è sempre stato profondo e controverso, infatti la “Dea in trono di Berlino” è conosciuta anche come “Dea in Trono da Taranto”, ma la soluzione sembra essere arrivata di recente grazie alle ultime scoperte.

 La ricca documentazione, in parte inedita, contenuta nel volume del professor Angelo Conte, dimostra il suo ritrovamento avvenuto a Taranto nel febbraio del 1912, durante i lavori di costruzione del palazzo di via Duca degli Abruzzi n. 73 ad angolo via Mazzini. Oltre le vicende relative al ritrovamento dell’imponente statua, vi è un rapporto della Guardia di Finanza del 1934 che, vent’anni dopo il trafugamento, rintracciò ed indusse alla confessione i protagonisti della vicenda ancora avvolti dal mistero. Il lavoro di Angelo Conte, inoltre, comprende anche la proposta di una diversa interpretazione della divinità seduta in trono, probabilmente si tratta di Afrodite, nella veste di protettrice delle nubende con luoghi di culto sull’acropoli e a Saturo.

MARIA LASAPONARA

Lascia un commento