Taranto, l’ASL informa: Il vaccino non è pericoloso

“Non siamo in grado di garantire che non ci saranno più epidemie”

Una buona campagna di informazione e comunicazione per incentivare la vaccinazione antinfluenzale, è stato quanto di cui si è discusso durante la conferenza stampa, tenutasi ieri mattina presso l’Aula Socrate dell’Azienda Sanitaria Locale di Taranto. Sfatare il mito del “vaccino pericoloso” e rischioso, frutto di una “follia comunicativa”, causa negli ultimi anni, di una preoccupante diminuzione delle coperture vaccinali contro l’influenza nella popolazione al di sopra dei 65 anni. Tra le altre cause di questa diminuzione, vi sono anche le polemiche emerse circa la decisione dell’AIFA di una sospensione precauzionale dei lotti di vaccinazione nell’ottobre 2012, successivamente autorizzati nuovamente alla distribuzione, previa dimostrazione di completa sicurezza.

L’impegno sociale diventa un dovere da sostenere, e bisogna iniziare dagli operatori sanitari, i quali dovrebbero trasmettere un messaggio chiaro per proteggere se stessi e la popolazione. “Bisogna combattere la disinformazione che vede la vaccinazione come pericolosa. E’ doveroso per se stessi e anche per gli altri” dichiara il Dottor Michele Conversano, Direttore del dipartimento di prevenzione.

Si ritiene la popolazione vittima di un effetto paradossale, che vede da un lato la sospensione cautelativa della distribuzione dei vaccini; dall’altro lato la dimostrazione della assoluta positività e sicurezza dello stesso. L’influenza stagionale, spesso sottovalutata, è causa ogni anno di circa 8000 decessi in Italia. Non è l’influenza in se a suscitare allarme, quanto le complicanze respiratorie di varia gravità che possono insorgere in seguito. Una proporzione dunque, in quanto maggiore è l’età del soggetto, più si accresce l’incidenza di patologie legate all’immunodeficienza. L’influenza stagionale, quindi, oltre ad un disagio vero proprio per il paziente, specie se a rischio o di età avanzata, ha anche un forte impatto economico sul Sistema Sanitario Nazionale, poiché un caso di influenza nella popolazione di età più avanzata, costa mediamente 1200 euro. Una campagna di informazione che deve partire dall’interno, coinvolgendo in primis i medici curanti e tutti gli operatori sanitari, i quali devono diffondere la “cultura” della vaccinazione tra i cittadini-pazienti, oltre le buone norme igieniche di prevenzione.

L’obiettivo primario della vaccinazione antinfluenzale, così come indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, è appunto prevenire forme gravi e complicate di influenza al fine della riduzione di mortalità prematura in soggetti a rischio; questi i presupposti per un favorevole rapporto costo-beneficio e costo-efficacia. Il Dottor Conversano e la Dottoressa Maria Leone, Direttore Sanitario dell’ASL di Taranto, pongono l’attenzione sull’importanza della vaccinazione per i dipendenti dei servizi pubblici di primario interesse collettivo, come forze dell’ordine, addetti ai trasporti pubblici, poiché trattasi di soggetti esposti a maggior contatto con la popolazione.

“Non siamo in grado di garantire che non ci saranno più epidemie” rimarca il Dottor Conversano, facendo riferimento alle percentuali di soggetti coperti da vaccinazione, molto basse rispetto alle altre nazioni.

L’importanza è dunque centrata sull’informazione. Una buona informazione affinché la cultura del vaccino sia diffusa tra la popolazione, soprattutto quella a rischio.

Elena Ricci

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