È DI NUOVO ROUTE!

Il clan Phoenix dell’Agesci Sava 2 a Santiago de Compostela

Il Clan Phoenix del gruppo scout Agesci Sava 2 ha intrapreso una straordinaria avventura in trasferta (al di fuori dei confini nazionali). È sbarcato,infatti, in Spagna il 27 luglio con l’intento di percorrere il cammino portoghese che lo avrebbe condotto a Santiago di Compostela, meta di milioni di pellegrini e turisti ogni anno, provenienti da qualsiasi parte del mondo. L’idea nasce da una proposta avanzata da don Teodoro Tripaldi che, avendo compiuto l’esperienza alcuni anni fa, sarebbe stato desideroso e felice di condividere questa dura ma allo stesso tempo edificante prova di “forza” con il clan del gruppo in cui lui ricopre la funzione di assistente ecclesiastico.

La proposta ha, evidentemente, riscosso sin da subito un grande successo tra i ragazzi del clan che hanno raccolto e fatto loro questa sfida. Forse, inizialmente inconsapevoli e incuranti dei cambiamenti che l’esperienza avrebbe prodotto in loro , i ragazzi si sono comunque dedicati con impegno alla lunga preparazione che sarebbe stata indispensabile alla buona riuscita dell’opera. Preparazione non solo di tipo logistico, quindi diverse attività di autofinanziamento, prenotazione dei voli, ricerche volte alla conoscenza dei luoghi che avrebbero esplorato e che li avrebbero ospitati e organizzazione di tutto il necessario, ma anche una preparazione di tipo mentale e spirituale, essenziale per comprendere il motivo che spinge milioni di persone a raggiungere questo luogo sacro che è sede della cattedrale e della cripta di Santiago (San Giacomo) che secondo la tradizione operò l’evangelizzazione della Spagna spingendosi sino alla regione della Galizia.

Due sono stati gli obiettivi raggiunti prima della partenza. In primo luogo la compilazione di una guida contenente tutta la documentazione necessaria ad affrontare nel migliore dei modi il cammino che si sarebbe svolto da Tui, cittadina al confine tra Spagna e Portogallo, sino a Santiago (lunghezza delle varie tappe,individuazione degli “albergue” del pellegrino e apprendimento di tradizioni locali). In secondo luogo la visita presso il palazzo vescovile di Oria, dove il clan Phoenix ha condiviso con Sua Eccellenza Vincenzo Pisanello l’esperienza che si accingevano ad affrontare all’estero. Qui, Sua Eccellenza si è dimostrato realmente interessato e felice dell’iniziativa, affermando che pur non essendo presente con il corpo, avrebbe comunque sostenuto il gruppo con lo spirito e la preghiera. La visita, che si è conclusa con la benedizione e con la consegna della “Charta peregrini” (carta del pellegrino) completa della firma e del sigillo vescovile, si è rivelata vantaggiosa.

Infatti, ognuno dei ragazzi ha tratto da questo incontro importanti punti su cui riflettere durante il percorso. Siamo al 26 luglio. I ragazzi partono e raggiungono l’aeroporto di Bologna prima e quello di Oporto poi. Da lì è di nuovo route! Forti e pieni di buone intenzioni, zaini in spalla e si parte. La prima tappa è quella che avrebbe portato il clan da Tui a O Porriño, il tempo è fortunatamente clemente e i ragazzi camminano macinando chilometro dopo chilometro e tenendo bene a mente l’obiettivo da raggiungere. Il cammino è segnato da frecce gialle e dalla tipica ‘concha’ (conchiglia), uno dei tanti simboli rappresentanti la città di Santiago e motivo di sollievo per i nostri pellegrini, indicando questi il punto chilometrico raggiunto. Sfortunatamente questa prima tappa non ha dato il meglio di sé quanto a scenari paesaggistici in quanto si incontrano strade asfaltate e un’interminabile zona industriale, si spera, comunque, in un contatto diretto con la natura nella tappa dell’indomani. Giunti a destinazione è momento di ristorarsi con un pranzo e una volta raggiunto l’albergue, una doccia calda, toccasana, almeno temporaneo, per i dolori muscolari che già cominciano a farsi sentire. Il pomeriggio viene trascorso riposando o chiacchierando senza fare troppo rumore: nell’albergue alloggiano altri stanchi pellegrini!

Dopo aver cenato, non c’è tempo per altre chiacchiere: la sveglia suonerà alle 5,quindi si va a dormire, nei letti ancora illuminati dal sole, alle 10 di sera. La sveglia suona e con gli occhi ancora assonnati, i ragazzi cercano di sistemare gli zaini nel modo più confortevole possibile. La seconda tappa è quella che collega O Porriño a Redondela. Come sperato, in questa tappa ci si addentra nelle alture spagnole. Gli scenari sono straordinari e il contatto con la natura,questa volta, è totale. Nonostante la pioggia, la strada si affronta in maniera lineare o perlomeno si cerca di procedere lasciandosi alle spalle fatica, difficoltà e paura di non farcela. La routine è ormai quella: si raggiunge l’ostello, si prende posto nelle grandi camerate, si chiacchiera e ci si organizza per la tappa successiva. Il prossimo paese da raggiungere è Pontevedra. Lungo il cammino si incontrano gli altri pellegrini, che condividono con il clan i chilometri mancanti per raggiungere la tanto aspirata Santiago.

Ognuno dei pellegrini è animato durante la strada da uno spirito differente, ma tutti sono accumunati dalla stessa impazienza di arrivare alla meta ed è proprio questo che li porta a stringere dei legami che solo il cammino può generare. Ormai poche tappe separano il clan dalla città dell’Apostolo Giacomo, che con il solito ritmo e con qualche doloretto in più è giunto a Caldas de Reis . In questo piccolo paese i piedi dei ragazzi hanno sperimentato un piacere scottante; qui infatti vi sono le terme di Caracalla in cui i pellegrini sono soliti immergere i piedi per riscontrare degli effetti benefici. Dopo questo breve momento di relax, zaini in spalla e si riparte! Ancora una volta sveglia alle 5.00 per partire alla volta della penultima tappa: la città di Padron. Qui il clan finalmente inizia a respirare l’aria proveniente da Santiago ormai vicinissima. Dopo essersi ben rifocillati grazie ad un pranzo ricco e un po’ di riposo, i ragazzi trascorrono del tempo visitando la città e cogliendone i tratti caratteristici. Ormai siamo agli sgoccioli! I passi dei ragazzi sono sempre più incalzanti e i punti chilometrici vanno via via diminuendo, tanto che i ragazzi iniziano il conto alla rovescia.

Dopo l’ennesima salita ecco ormai visibili le enormi guglie della maestosa cattedrale. Gli ultimi chilometri, per concludere il cammino in bellezza, sono i più duri a anche i più carichi di aspettative, ma alla fine appare in tutta la sua solennità la cattedrale ambita dai pellegrini, quasi a ripagare ogni loro sforzo: la degna ricompensa che spazza via ogni fatica. I ragazzi sono entusiasti e fieri per avercela fatta. Il cammino di certo è stato faticoso, ma la stanchezza è stata messa a tacere dal paesaggio misto, infatti si alternavano nei tanti chilometri alcuni tratti di grigio asfalto e altri dominati dal paesaggio naturale ricco di fiumiciattoli da guadare e piccoli ponti di pietra.

Durante il cammino, tutti questi scorci naturali hanno fatto  da compagni alle riflessioni dei ragazzi, che con questa esperienza sono cresciuti tanto e maturati soprattutto da un punto di vista spirituale. Il clan Phoenix soddisfatto di questa grande avventura e con un’altra emozionante esperienza nello zaino, si prepara ad affrontare un nuovo anno dal programma molto ricco in vista della route nazionale.

 

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