RACCONTI / 24. Suora: “Oh come parla bene questo bambino. Come ti chiami?” E il bambino: “Ngù a mà!”

Quando le suore di Piazza Risorgimento erano attivissime …

Erano gli inizi degli anni ’60 e le suore dell’Istituto Maria Ausiliatrice erano una vera e propria istituzione nel nostro paese. Nei loro locali immensi molti di noi hanno fatto la scuola materna e allora vi era la divisione classica: maschietti in classe con i maschietti e femminucce in classe con le femminucce. Nessun contatto di socializzazione tra i due sessi. Ma allora, era così. Le suore conoscevano tutte le famiglie della zona e molti residenti portavano loro vino e olio o qualche altro prodotto della campagna.

C’era, diciamo così, una forma di rispetto e al tempo stesso le suore si prodigavano con le preghiere a ricambiare questo affetto. In quei primissimi anni del 1960 un bambino, figlio di una delle famiglie vicinissime al plesso religioso, dopo aver imparato il “mamma e papà” il padre gli aveva imposto il classico “ngù a mà”. Quest’ultima frase non credo che meriti traduzione …

Ci fu una suora che stette via da Sava per qualche anno ma di lui, del bambino, si ricordava abbastanza bene in quanto aveva un ottimo rapporto di vicinato con i genitori. Al rientro a Sava della suora, subito alla prima uscita fuori dalle mura religiose ci fu l’incontro, per strada, delle donne del posto. Abbracci e “come state?” era la prima domanda.

La suora appena vide il bambino, cresciuto obbligatoriamente, si ricordò di lui. Ma il nome non lo ricordava affatto. Si avvicinò al bambino e gli disse: “Come parla bene questo bambino. Come ti chiami?” E il bambino rispose subito: “Ngù a mà!”

La suora lì per lì non capì affatto la pronuncia del piccolo e, successivamente, gli ripropose la domanda. Inesorabile la risposta: “Ngù a mà”. Alla seconda battuta del bambino, la suora capì bene la frase e fece finta di non aver sentito …

 

 

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