SAVA. A proposito del vigile urbano che con il ciclomotore passa con il rosso, e senza casco, e del sindaco che parcheggia al posto dei diversamente abili …

Ma le regole valgono soltanto per chi le rispetta e non per chi le deve far rispettare?

Spesso questo è un contro senso. Una divisa, a volte, o una carica amministrativa porta automaticamnete ad innalzare coloro che la rappresentano. Invece no. Non funziona così. Affatto. Le regole ci sono e quando i componenti della società sbagliano ecco che i tutori delle regole dello Stato si fanno avanti e sanzionano, di brutto, i trasgressori.

A tantissimi ragazzi è stato sequestrato il ciclomotore proprio in virtù della mancanza del casco. Di seguito, oltre al sequestro del mezzo, ci sono state le sanzioni amministrative. Salatissime, tra l’altro. E moltissimi ragazzi di Sava, e non solo, sono testimoni di questo in quanto attori. Sinistri si intende! Quindi le regole dello Stato ci dicono che queste vanno rispettate e chi le viola, e poi di seguito viene beccato,  poi si accorge di quello che può succedere. Quindi, i semafori ci stanno in quanto regolamentano il traffico.

Il parcheggio riservato ai diversamente abili c’è in quanto viene dato la possibilità, giustissima, a chi è meno fortunato di noi (fisicamente) e che va rispettato. Chi non rispetta questo spazio dato ai diversamente abili che succede? Vengono tolti punti alla patente e in più il verbale amministrativo. Ma tutti sappiamo che, in un passato molto recente, abbiamo avuto un sindaco (Aldo Maggi) se ne è fregato altamente di questo: parcheggiava dove voleva, compreso al posto riservato ai diversamente abili, oltre in quello riservato al carico-scarico.

E nessuno, dico nessuno, del Comando della Polizia municipale di Sava lo ha sanzionato. Anzi, una volta chiamai un vigile a Sava per multare la macchina dell’ex primo cittadino ma lui sapete che fece? Avvisò il sindaco dell’infrazione, il quale scese dal Palazzo municipale e spostò la sua auto altrove. Risultato?

Il vigile è stato rinviato a giudizio con l’accusa di Abuso e omissione di atti in ufficio, dietro Esposto alla Procucra della Repubblica di Taranto di questo giornale. E se l’auto l’avesse parcheggiata un comune cittadino savese, voi credete che il vigile avrebbe avvisato lo “sprovveduto”? Ntrà … ncuna cosa ca eti cara a nui masculi!

Oppure se avreste parcheggiato al posto dei  diversamente abili, vi avrebbero avvisato? La stessa risposta di sopra! O magari con il vostro ciclomotore parcheggiato davanti alla sede del Comando di VV. UU di Sava, divieto di fermata, avreste avuto scampo? Non credo! E allora diciamocelo chiaramente: le regole servono soltanto a chi le deve rispettare e non a chi è preposto, e pagato dal contribuente, per farle rispettare? Che ce lo dicessero, così ci regoliamo tutti. Via i semafori, via le strisce blu, via i segnali stradali. E andiamo avanti alla giungla maniera!

Se andiamo di questo passo è logico che le regole servono solo pi li strunzi. Sulu pi quiddi allora. Pi li strunzi però … ma la società è ben altra cosa. La società ha diritto di mostrare sdegno, anche a tinte forti verso coloro che sono pagati dalla società a far sì che le regole funzionino, e vengano fatte funzionare, in uno Stato di diritto!

Specie da chi è preposto a questo … per non parlare del vigile urbano che è indagato per Truffa e Danni allo Stato il quale  viene tenuto ancora in servizio. Sempre presso il Comando dei Vigili urbani savesi, si intende!

Giovanni Caforio

 

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