DEPURATORE CONSORTILE. QUALE FUTURO, SE FUTURO CI SARA’ ?

Sava, Manduria e Avetrana: comunità castrate da politici scriteriati e strafottenti

Questi tre paesi sono i paesi interessatissimi alla costruzione di questo Depuratore consortile il quale dovrebbe convogliare tutti i liquami e reflui delle tre comunità joniche. Oggi questo versante orientale della provincia jonica soffre maledettamente la mancanza dei recapiti finali dei suoi scarti e, amaramente è così, è pregiudicato tutto il suo sottosuolo in cui migliaia di pozzi neri scaricano direttamente nelle falde. Di conseguenza inquinando la falda e, logica delle cose, si creano non pochi problemi all’agricoltura in virtù dell’estrazione dell’acqua dalla falda per l’ irrigazione di vigneti, oliveti e ortaggi. La natura, e questo lo sappiamo bene, quello che gli dai ti dà. La natura è tutta un riciclo. Gli dai liquame? E liquame, sotto altre forme, ti restituisce!

Quindi il Depuratore consortile, auspicato dalla Regione Puglia dovrebbe dare un volto di normalità a Sava, a Manduria e ad Avetrana e marine comprese. Dovrebbe è un condizionale d’obbligo: da quasi dieci anni è sul tavolo questo argomento, e da meno di dieci anni, a questa parte, i tre paesi sopra citati non riescono a sedersi intorno ad un tavolo e far convogliare il tutto ad una soluzione finale. Quest’ultima dovrebbe essere quella che permetterebbe a queste tre comunità di entrare nella “normalità”. Già, perchè per l’Europa siamo illegali e quindi paesi così grandi non possono permettersi il “lusso” di degradare così tanto il sottosuolo, pregiudicando seriamente il futuro dell’ecosistema nostrano. La politica, destra o sinistra importa ben poco, non ha saputo e voluto affrontare di petto la nascita di questo strumento di crescita che ogni paese, da oltre 30 anni, si è dotato.

Oggi siamo ancora alle “battaglie” e non si vede ancora all’orizzonte la soluzione. Progetti realizzati, poi cambiati e poi cambiati ancora. Da prima la condotta sottomarina, come recapito finale del Depuratore, a due chilometri dalla battigia. Poi non più a due chilometri ma ben sì a sei chilometri. E va bene, dice la Regione Puglia. Oggi invece si parla di rifare il nuovo progetto in una diversa tabella per la riqualificazione dei reflui. Amministratori che firmano accordi con la Regione ma poi si ritrovano a cavallo di Movimenti che contestano quegli stessi accordi firmati da loro stessi! Insomma, anche in questo la nostra politica locale ha dimostrato solo una cosa: la pochezza dei suoi intenti. E se la parola fine alla costruzione del Depuratore non è stata messa è perchè ci sono stati diversi fattori che lo hanno fatto slittare, ma uno su tutti primeggia: la strafottenza amministrativa in assoluto.

Amministrazioni dettate da fortissimi personalismi, da interessi speculativi. Amministrazioni comunali che crollano come castelli di sabbia, dimostrando alle comunità di appartenenza la loro fragilità e, su tutto, il non amore verso il loro paese. Il non amore verso il loro territorio, verso il loro mare, verso la nostra terra. La politica è stata usata come maschera e non come indirizzo. Se oggi stiamo così, messi non male ma malissimo, le colpe sono di chi aveva il compito di far crescere il proprio paese e aveva il dovere di metterlo in carreggiata con gli altri. Questo non l’ho ha fatto. Non lo ha voluto fare. Ha solo cercato, spesso con successo numerico, la crescita del proprio potenziale elettorale. Ma avuto quest’ultimo si è passati allo stesso punto di partenza: pochezza. Oggi Sava. Manduria e Avetrana stanno pagando un prezzo che non è loro.

E’ un prezzo che non hanno concordato con nessuno. Ma nessuno ha un nome e un cognome in politica. Quest’ultimo si guardi allo specchio e come ha avuto il coraggio di millantare credito politico agli elettori si dica: “E’ colpa mia. Potevo fare di più e non ho fatto nulla”. E a tutt’oggi il problema è ancora lì. Somiglia tanto al gioco dell’oca. A Sava diciamo: “Lu tiempu passa e la fava si coci” …

Giovanni Caforio

Lascia un commento