Black out: ennesimo incidente allo stabilimento Eni di Taranto. Fumi neri stanno salendo verso il cielo

Matacchiera e Marescotti: “In questo momento siamo tempestati di telefonate e la gente ha paura”

Riteniamo che la raffineria dell’Eni non sia adeguatamente controllata dal Ministero dell’Ambiente e dai suoi organi tecnici; il Ministero dovrebbe verificare – con esperti qualificati – lo stato degli impianti, la loro adeguatezza e sicurezza, nonche’ l’implementazione dell’Aia.

Non è pensabile che un blocco dell’energia elettrica possa avere conseguenze così  gravi e provocare un contraccolpo come questo, suscitando apprensione e legittima preoccupazione fra la popolazione.

Quanto è accaduto si aggiunge alle forti emissioni percepite nelle ultime settimane e alle fughe di gas che i cittadini hanno avvertito. Basti pensare che – da quanto ci risulta, parlando con l’Arpa – non sarebbero attive le centraline perimetrali previste dall’Aia dell’Eni e che quelle esistenti non sarebbero collegate telematicamente con l’Arpa.

In questo momento l’Arpa non è  in grado dai propri uffici di sapere quanto le centraline Eni stanno misurando in tempo reale.

Mentre per l’Ilva gli organi di controllo hanno raggiunto una certa conoscenza del processo produttivo e delle sue criticita’, per la raffineria, invece, siamo ancora molto indietro e non possiamo considerarci affatto soddisfatti.
Taranto, 8 luglio 2013

Alessandro Marescotti
Presidente Peacelink

Fabio Matacchiera
Presidente Fondo Antidiossina

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