SAVA. IL PESCE VENDUTO AL MERCATO SETTIMANALE E ALCUNE CONSIDERAZIONI DEL NOSTRO GIORNALE …

Certo è che, io e Carrieri, siamo i migliori amici dell’opposizione a Sava. Ma quando, quest’ultima, arriva ad amministrare il nostro paese il loro vaffa è sempre presente. Sempre!

Armenu custu eti pescji friscu!

Quello che è successo lo scorso lunedì  nell’area mercatale, sequestro del pesce di dubbia provenienza,  lascia nessun dubbio ma solo certezza. E la classica domanda, sempre “educatissimi”“chi doveva controllare perchè non lo ha fatto”  vede scontata la risposta. Che poi, tra l’altro, è una sola: strafottenza. Il problema del pesce venduto al mercato settimanale a Sava, non nasce certo da oggi. E’ nato da sempre e da sempre è stato chiuso un occhio della serie “onnà campà puru loru”. Cioè, i pescivendoli.  Non entro nel merito del consumatore, certamente sprovveduto delle più elementari norme igienico-sanitarie sull’acquisto  del pesce, ma credo che qui ci sono responsabilità di un comparto del nostro Comune che come minimo avrebbe dovuto agire prima. Molto prima. E se oggi abbiamo ottenuto questo successo è solo in virtù del rispetto delle norme elementari dell’igiene. Ma il merito è di chi, passatemi la parola, mette il culo a monte per questo cacchio di paese, tollerante verso tutto e verso tutti. Questa azione non doveva essere stimolata da Mimmo Carrieri tramite Esposti e denunce varie all’Asl, ma spettava al Comando di Polizia municipale esercitare il suo ruolo fondamentale: il rispetto delle norme igienico-sanitarie a Sava.   

Ma questo a Sava è un problema serio, serissimo. Per la cronaca ogni lunedì ci sono due o tre vigili urbani al mercato settimanale: è possibile mai che, in tanti anni di servizio “onorato”“oculato”, non abbiano visto nulla o sanzionato altro? Ma stiamo scherzando? Con questo articolo vogliamo ricordare al sindaco IAIA ciò che promise in campagna elettorale su questo corpo di Polizia municipale. Noi stiamo aspettando il cambiamento operativo, e il nuovo Comandante con i giusti titoli e non la proroga che viene data alla reggente.  Ricordiamo, al sindaco IAIA, che la Procura tarantina ha diverse inchieste su questo Comando. Si informi meglio. Ma credo che lo sappia questo. E non deve far finta di nulla. Assolutamente. E’ un diritto del savese sapere da chi è amministrato e degli uomini che rappresentano, pur con la divisa e la pistola, la nostra istituzione.

E il compito di un sindaco non è andare dal Prefetto a protestare e, molto probabilmente a denunciare, questo giornale per il pesce d’aprile. Ci sono ben altri pesci da denunciare.  Oscji è cappatu lu pescji tlù mercatu tlù lunìtia. Ma stà spittamu cu cappunu otri pescji ca, senz’altro, nonna fattu ti dannu allu paesi!

Giovanni Caforio

 

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