MA CHI SI ASSUMERA’ LE RESPONSABILITA’ DI QUESTO ACCORDO, SE ACCORDO C’E’ STATO?

Una nota, non affatto polemica, sull’accordo ventilato tra gli esclusi alle assunzioni Igeco e l’amministrazione IAIA …

Che questa “querelle” sia  stata gestita malissimo, sin dalle sue prime battute, dal sindaco IAIA è poco ma è sicuro. Dal primo giorno in cui si sono incatenati gli esclusi dalle assunzioni Igeco al portone municipale la notizia ha fatto clamore nel nostro paese ed è stata diffusa immediamente nell’informazione telematica. Televisioni e quotidiani locali hanno riportato la singolare protesta e messo in evidenza da cosa è partita la protesta dei disoccupati savesi.

Anche se, amaramente, dobbiamo mettere in risalto che un quotidiano locale ha addirittura messo in dubbio la legittimità di questa protesta adducendo che dietro ai disoccupati savesi ci fosse qualcuno che stesse alimentando il fuoco contro l’amministrazione IAIA. Ma andiamo alla cronaca o meglio alla cronologia dei fatti: da quando le prime catene sono state ancorate assieme alle braccia umane al portone del Palazzo municipale sono passate moltissime ore e  grazie alle trattative, condotte dagli ispettori inviati dalla Procura per seguire direttamente il caso e i Carabinieri del Comando Stazione di Sava, il primo cittadino savese ha detto sì all’incontro con gli incatenati. Incontro che è avvenuto nella sala consiliare, ed esattamente alle ore 22 dello stesso giorno dell’inizio della protesta iniziata nella tarda mattinata.

In genere, davanti a gesti così eclatanti, un primo cittadino scende immediatamente dal Palazzo municipale ed avvia il primo contatto “persuasivo” nei confronti di chi si rende attore di gesti così singolari. Ma così non è stato. E quindi, credo, che questo primo errore amministrativo non ha fatto altro che alimentare maggiormente rancori, rabbia e tanto altro verso queste assunzioni che tutto hanno tranne che “trasparenza e legalità”. Ora davanti a questo accordo che i contestatori hanno ventilato, come un buon accordo, c’è solo da aspettarsi che dalle parole si passi ai fatti. Già, ai fatti.  Secondo i contestatori i fatti non devono avvenire alle calende greche e le promesse ottenute, con la classica stretta di mano con il sindaco e il vicesindaco savese, devono verificarsi altrimenti riprenderanno la loro protesta.

Su questo problema, è bene che il sindaco in primis scenda in campo e spieghi ai savesi, è tenuto a far questo, che cosa è successo prima e dopo queste assunzioni del gestore del servizio raccolta differenziata porta a porta a Sava.  In questo clima così infuocato, con la mancanza di occupazione e con una situazione economica disperatissima, garantire solo a chi protesta vivacemente l’interessamento occupazionale è grave, specie in un momento in cui è quasi impossibile offrire sbocchi occupazionali sopratutto da parte degli Enti pubblici. Gravissimo. Gravissimo per alcuni aspetti. Il primo è questo: verranno mantenute le promesse fatte dal sindaco IAIA a chi ha protestato? Il secondo:  e se non verranno garantite le promesse che succederà? Diventerà  ancora più rabbiosa, e rischiosissima la protesta e metterà a serio repentaglio  l’ordine pubblico nel nostro paese?  Terzo: ipotiziamo che chi ha protestato troverà una occupazione, gli altri che non hanno una occupazione, che faranno? Si incateneranno anche loro al portone del nostro Municipio? E sarà così fino all’infinito?

E che quindi, alla luce di questa ultima ipotesi, trovare lavoro a Sava per tramite l’amministrazione IAIA passa da questi gesti singolarissimi di protesta? Oggi Sava ha un sindaco provato, visibilmente, apparentemente intimorito e questo è comprensibilissimo in virtù anche dell’attentato subito. Forse farebbe bene a fermasi per i classici 20 giorni di riflessione, e chiedersi se è davvero lui il sindaco che i savesi avevano bisogno. Se è davvero lui il sindaco a cui hanno affidato le speranze di cambiamento nutrite  nella primavera del 2012. La barca IAIA prende acqua da tutte le parti.

Il capitano di bordo dice che sta per affondare, il mare è a forza sei e prima che affondi esca immediatamente le scialuppe di salvataggio … perchè oggi a Sava non abbiamo amministrazione, abbiamo solo una coalizione insediata nel nostro Palazzo  municipale che si è impantanata nelle sabbie mobili!

Giovanni Caforio

 

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