L’AMORE VERSO IL CAVALLO E IL SUO BENESSERE …

L’importanza di fornire un buon benessere è una questione etica o morale. Non ha nessuna esistenza vera nel mondo fisico, è soggettivo e interamente aperto a definizione

Uno dei codici di condotta del regolamento FEI dice: IL BENESSERE DEL CAVALLO DEVE PREDOMINARE SULLE ESIGENZE DEGLI ALLEVATORI, DEGLI ADDESTRATORI, DEI CAVALIERI, DEI PROPRIETARI, DEI COMMERCIANTI, DEGLI ORGANIZZATORI, DEGLI SPONSORS E DELLE PERSONALITA’ UFFICIALI. In effetti, per quanto sia un’ affermazione radicale, i bisogni del cavallo hanno la priorità su quelli sei loro patner umani; perchè questa affermazione significhi qualcosa, il codice dovrebbe essere applicato e imposto. Ad oggi, sembra che ci sia una scarsa possibilità di cambiare qualcosa se non diminuire l’ esercizio della crudeltà; il livello di ignoranza sulla natura del cavallo è tale che sembra molto incerto che la sua felicità si avvii ad essere protetta in qualsiasi modo concreto.

L’ alternativa è quella di scartare queste conoscenze come una sciocchezza e di cercare di distruggere la credibilità di coloro che lavorano per allargare la nostra base di conoscenze con attacchi personali, è più propabile che si tratti di una patata bollente che sta per essere lasciata cadere e rotolare via dalla vista, in qualche angolo dove potrà essere felicemente e convenientemente ignorata. MOSTRATE UNA FOTOGRAFIA DI UN CAVALLO DENUTRITO E LA MAGGIORANZA SARA’ PRONTA A CONDANNARE IL PROPRIETARIO, MA MOSTRATE LA FOTO DI UN CAVALLO MAL ADDESTRATO, E POCHI RISPONDERANNO.

Per chi vuole veramente fare il meglio, anche se è difficile pensare che possono esistere realmente, c’è bisogno di qualche sistema di misura per decidere cos’è che produce il benessere del cavallo nel modo migliore e la frase successiva è un tentativo di formulare un principio generale per la creazione di un sistema del genere. L’ industria delle corse è una dei più grandi produttori di cavalli. E’ strano che molte persone interessate ed attirate dai cavalli non abbiano nulla a che fare con il mondo delle corse. Nella maggioranza dei casi, la motivazione di questo ha che fare con metodi con cui i cavalli da gara sono addestrati, in modo particolare con il fatto che sono messi al lavoro ad un’età precoce. Un cavallo non dovrebbe essere cavalcato fino ai tre anni di età, e farlo causa danni fisici al sistema muscolo scheletrico che causa una carrieramolto breve terminante in un viaggio verso il macello. E se un maggior numero di persone fosse invogliato ad assistere alle gare come spettacoli in cui la potenza e la bellezza dei galoppatori possono essere godute con la ferma certezza che i cavalli sono trattati come esseri viventi piuttosto che come semplici strumenti, non ne beneficerebbe l’ intera attività?

Ci sono come al solito i “pochi” che maltrattano i cavalli, che gustano la cosa per tutti, e ci sono certamente addeti alle scuderie la cui reazione alla frustazione causata da un cavallo che non fa quello che loro vogliono è quella di lasciarsi andare a calci e bastonate, e per loro, il mio unico suggerimento è “fatevi aiutare da qualcuno per imparare a controllare la rabbia, e se la cosa non funziona cambiate mestiere”.Ci sono persone che restano sconvolte, e rivendicano il diritto di affermare ciò che è vero. Cosa che ogni individuo è disposto a fare è una questione di coscenza,se ne hanno una, ma non dovrebbero stupirsi se altri si organizano per spingere una legislazione cherenda illegale il maltrattamento su altre specie.

Passiamo ora al più grande problema che il cavallo è costretto a subire: i disturbi della mano.Un qualsisi morso causa dolore al cavallo anche se il cavaliere non è consapevole dando origine a problemi mentali e fisici. Le manifestazioni del dolore causato dal cavallo sono: paura, fuga, lotta e blocco e tutte aumentano la probabilità di incidenti sia per il cavallo che per il cavaliere.L’imboccatura usata in modo forte è una causa di asfissia (fiato pesante, respiro rumoroso, soffocamento).Inoltre è causa della sindrome della testa scossa, riduce l’ apporto di ossigeno, i cavalli da corsa, in modo particolare sono soggetti ad affaticabilità prematura, collasso, cadute e fratture ossee degli arti.Un filetto o un morso sono meccanismi che agiscono mediante pressione, e usati in maniera forte, generano dolore o paura; la pressione agisce sull’ osso che è coperto da in sottile strato di gengiva per questo dovrebbe essere trattato con delicatezza.Il cavaliere non è nato con una mano leggera e per anni i cavalli hanno dovuto sopportare il dolore intanto che il cavaliere, diventato eccellente dopo un lungo tirocinio, imparava.Nelle mani di un cavaliere medio, l’imboccatura causa dolore,nelle mani di un principiante, l’imboccatura è una CRUDELTA’.La messa in mano è di gran lunga il concetto equestre più complesso e più controverso.Spesso si sente dire”QUESTO CAVALLO HA LA BOCCA DURA”. In effetti l’imboccatura agisce sulla lingua che è costituita da tessuto mucoso, molto vascolarizzato, innervato e sensibile, e chi ha provato a mordersi la lingua, ne sa qualcosa.

E’ chiaro che non è la bocca ad essere dura, ma è l’imboccatura che aggredisce la lingua e istintivamente il cavallo tenta con ogni mezzo di sfuggire al dolore che quella gli infligge.Quindi non dobbiamo parlare di bocca dura ma di mano dura. Generalmente le difese del cavallo non sono che espressioni del rifiuto dell’imboccatura la lista delle difese è lunga varia a secondo del temperamento dei cavalli e della gravità degli errori commessi dal cavaliere: mascelle contratte, denti serrati, digrignamento dei denti, torsione della nuca, cavallo incappucciato,cavallo con la testa al vento, lingua retratta,spostata al lato o passata sopra l’imboccatura, al limite dell’ esasperazione; il cavallo può diventare retrivo o impuntarsi, malessere e contrazioni sono naturali. “SOLTANTO UN MANO SAPIENTE ED INTELLIGENTE DONERA’ AL CAVALLO LA MOBILITA’ DELLA MASCELLA ED UNA CORRETTA POSIZIONE DELLA TESTA.”

L’arte equestre non si basa sull’ impressionare l’ osservatore, bensì stabilire una tale armonia con il cavallo che lontano da esso avverte un senso di incompletezza. Chiunque può praticare l’ equitazione, ma solo alcuni possono estrapolarne la vera essenza!

Milena Mero

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