CI VOGLIONO UOMINI E PROGRAMMI. E NON MARIONETTE E COMMEDIANTI

Abbiamo sbagliato di nuovo a votare!

Dario IAIA butta la spugna. E’ dimissione, a quanto pare, irrevocabile. Finisce così, salvo ripensamenti all’ultima ora, l’esperienza del giovane sindaco savese. Peccato, si è bruciata una figura giovane che, nel panorama politico savese, avrebbe potuto segnare una tappa importante. Ovvero, l’inizio di una “Sava futura”. Ci risiamo ora, con il classico ritornello: arriverà il Commissario prefettizio e i partiti inizieranno di nuovo, per l’ennesima volta, a riproporre alleanze dettate più dai numeri che dalle persone. Eletto a furor di popolo il sindaco IAIA, supportato da una squadra amministrativa, che il “manuale Cencelli” gli fa un baffo. Il paese si ritrova oggi, dopo soli 10 mesi dalla tornata elettorale della scorsa primavera, senza una guida politica.

Ma cosa ha portato il giovane sindaco savese a questa fatale decisione? Molti si chiedono il perchè. Il nostro giornale ha seguito tutti questi 10 mesi, quasi giorno per giorno, francamente non abbiamo visto nulla di nuovo all’orizzonte. Stessa flemma amministrativa e, su tutto, presunzione. In assoluto questa. La modestia iniziale di questa squadra amministrativa lasciava presagire ben altro. Lasciava intendere che il savese poteva essere fiducioso nei confronti dei nuovi assessori e dalla loro enunciata, in campagna elettorale, voglia di cmabiamento che il paese bussava forte per ricevere. Così non è stato.

E oggi possiamo dire francamente che l’esperienza del “Patto per Sava” si è rivelata l’ennesima sommatoria, tra liste e listelle, nata per poter vincere le elezioni. Non ci meravigliamo molto di questa decisione del primo cittadino, stava nell’aria e si vedeva nel suo volto. Questa amministrazione veniva aspettata dal cittadino elettore come il toccasana per la risoluzione dei problemi della nostra comunità. Così non è stato. Ne prendiamo atto.

Si gira pagina, abbiamo sbagliato un’altra volta a votare. Si dice, nel gergo comune, che “sbagliando si impara”, vero? Spero solo che, da questa ultima esperienza elettorale, il savese sappia scegliere per davvero chi deve guidare questo paese, abbandonato a se stesso.

Giovanni Caforio

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